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Nuove maestre, è scontro concorso verso il rinvio

E l'ingresso nel mondo della scuola si allontana per le nuove leve

18/08/2018
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Il Messaggero

Diventare maestra: un sogno sempre più difficile da realizzare per gli studenti che oggi, dovendo scegliere il corso di studi da seguire, sperano di poter insegnare nella scuola elementare. Per loro la strada è tutta in salita e rischia di diventare davvero troppo lunga. E così il sogno di diventare maestra diventa una chimera. Il motivo? Con il concorso straordinario, previsto dal decreto dignità, si verrà a creare un'ennesima graduatoria da decine di migliaia di precari in attesa del ruolo. Una strada che, ancora una volta, lascia tutti scontenti.
LE PRIORITÀUn problema all'ordine del giorno al ministero dell'Istruzione che infatti, tra le priorità, mette proprio la riforma del reclutamento per evitare che i tempi del precariato siano destinati a non finire mai e che l'insegnamento diventi un lavoro in via d'estinzione. Il concorso straordinario verrà bandito probabilmente all'inizio del prossimo anno e sarà riservato solo ai docenti già abilitati: si tratta di decine di migliaia di precari che da anni insegnano nelle scuole primarie e che, negli ultimi mesi, si sono ritrovati in una bufera di ricorsi, sentenze e proteste. Gli abilitati per la primaria infatti si dividono in due categorie: ci sono i diplomati magistrali, nella stragrande maggioranza si tratta di donne, tra cui quelli con diploma conseguito prima del 2001-2002 che il Consiglio di Stato vuole fuori dalle graduatorie ad esaurimento, e i laureati in scienze della formazione primaria che, iscritti al nuovo ordinamento, hanno l'abilitazione ma non sono mai potuti accedere alle graduatorie ad esaurimento. Le diplomate magistrali sono circa 55mila: seimila sono già entrate di ruolo e 49mila sono state impiegate nelle supplenze con contratti annuali. Alle maestre già assunte verrà sostituito il contratto che, da tempo indeterminato, diventerà a tempo determinato per consentire loro di svolgere le lezioni durante l'anno scolastico 2018-2019. Tutte, comunque, potranno partecipare al concorso straordinario: si tratta di 55 mila maestre. Con loro si presenteranno anche le laureate in scienze della formazione primaria: si tratta di 10mila persone circa. Ma non tutte hanno almeno due anni di servizio. Molte infatti sono laureate da pochi anni e non hanno raccolto i giorni di supplenza necessari per raggiungere i 24 mesi. L'anzianità di servizio pari a due anni potrebbe essere infatti uno dei criteri di selezione tra i precari per accedere alla prova. Se così fosse potrebbero presentarsi meno diplomate magistrali e solo mille docenti con la laurea in scienze della formazione primaria del nuovo ordinamento a cui si aggiungono circa 2mila docenti con laurea in scienze della formazione primaria del vecchio ordinamento, che non hanno superato i concorsi del 2012 e del 2016. Al concorso straordinario, comunque, andrebbero a partecipare tra i 50mila e i 67mila precari. Il concorso straordinario, così come già deciso per i docenti abilitati di scuola superiore, non sarà selettivo. Vale a dire che tutti i candidati andranno a far parte di una graduatoria di merito ad esaurimento da 65mila iscritti. Una lista troppo lunga per permettere nuovi concorsi ordinari. E l'ingresso nel mondo della scuola si allontana per le nuove leve. Sul piede di guerra ci sono soprattutto le laureate e le studentesse del Coordinamento di scienze della formazione primaria nuovo ordinamento: «Ci sono 48mila studenti prossimi alla laurea da qui a pochi anni - spiegano dal coordinamento - per loro si chiudono le strade di un concorso ordinario. Stanno uccidendo una facoltà oltre che il sogno di insegnare».
LE GRADUATORIEPer le assunzioni infatti si procede al 50% dalle graduatorie ad esaurimento e al 50% da quelle di merito in cui la priorità è data ai vincitori di concorso del 2016, la cui graduatoria è valida fino all'anno scolastico 2019-2020. Nelle graduatorie di merito ci saranno anche le nuove liste che arriveranno dal concorso straordinario e poi dal concorso ordinario, che dovrà essere bandito e arriverà probabilmente in un secondo momento rispetto a quello straordinario. E, soprattutto, si farà solo nelle province dove si presenta una reale mancanza di docenti da assumere. Tante quindi le città e le regioni intere che resteranno fuori dai concorsi ancora per parecchi anni. Soprattutto nelle regioni del Sud dove i posti disponibili non ci sono. Proprio su questo punto il ministro all'istruzione Bussetti è al lavoro per trovare una soluzione che possa garantire un equilibrio nel tempo: smaltire le vecchie graduatorie e procedere, per il futuro, con concorsi mirati per garantire l'accesso all'istruzione, laddove possibile, tramite selezioni da bandire ogni due anni.
Lorena Loiacono