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Noi prof del Sud, partiamo per gli studenti del Nord

La lettera. Migliaia di maturandi rischiano di non fare gli esami in presenza con la giusta imparzialità garantita da un presidente esterno. Serve solidarietà e disponibilità

06/06/2020
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il manifesto

Fabio Cuzzola*

A pochi giorni dall’inizio esami stato si naviga ancora a vista con la composizione delle commissioni.
Non è bastato infatti, al ministero stabilire che tutti i commissari fossero interni, perché all’appello mancano più di mille presidenti, 772 nella sola Lombardia più del 50 per cento.
Si rischia quindi di non avere il presidente già dal primo giorno della riunione plenaria prevista per il prossimo giorno 15 giugno. Migliaia di studenti rischiano di non fare gli esami in presenza con la giusta imparzialità garantita da un presidente esterno. Sarebbe un colpo devastante per la scuola italiana soffocata dalla chiusura e dal tecnicismo della didattica a distanza.
«Saremo i primi che hanno chiuso e gli ultimi che riapriranno» queste le parole di un mio studente novello Cassandra. E come non dargli ragione di fronte agli sforzi per ripartire con il calcio, a fronte di dubbi addirittura sulla riapertura delle scuole a settembre.
Salviamo però questi esami, per i ragazzi, per la credibilità della scuola e per la società, che in questo periodo ha capito l’importanza dei pilastri di una società che possa definirsi civile: la sanità e l’istruzione. Salviamo gli esami e la loro «maturità» che come prova formativa per ragazzi, come prova vera che serva loro come esperienza forte prima dell’università, prima della vita fuori, dove incontreranno l’amaro del «dispari» per dirla con Erri De Luca.
Un esame rigoroso, non a distanza relegati davanti ad uno schermo, un esame che faccia venire fuori le reali competenze e conoscenze dei ragazzi che hanno maturato nei cinque anni di scuola superiore.
Abbiamo già pagato un grosso contributo come paese in termini di vite, le ricadute psicologiche le vedremo nel tempo, la crisi economica morde da prima dell’arrivo del coronavirus.
Al Sud abbiamo retto con un rispetto delle regole che ha sorpreso, con una responsabilità sociale che ha arginato l’espandersi dell’epidemia che è stato da modello per tutto il paese, penso a città come Napoli e Reggio Calabria sempre additate come problematiche, che hanno dato esempio di solidarietà e convivenza civile in una situazione critica.
Ora facciamo in modo che i ragazzi di tutta l’Italia possano fare gli esami correttamente. Propongo quindi ai colleghi del Sud di offrire la loro disponibilità per andare a Milano, in Lombardia, al Nord in generale, dove c’è bisogno di fare gli esami di stato come presidente. Personalmente se il ministro Azzolina accetta sarò il primo ad essere pronto a partire.
Abbiamo ricevuto solidarietà piena a livello internazionale con i medici cubani, albanesi, gli infermieri del Sud sono andati in Lombardia, non vedo perché non si possa in questo momento, in cui la pandemia segna il passo e diventa più debole, avere la possibilità di svolgere un servizio per la comunità scolastica tutta.
Sono e siamo insegnanti della scuola pubblica italiana, insegnanti del liceo classico Cittanova o del Parini di Milano, allora prevalga lo solidarietà e pronti a partire. E che il ministro risponda al nostro appello.

*Professore liceo classico Cittanova – Reggio Calabria