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"Nessuno scandalo le lezioni scolastiche nei B&B Tocca ai sindaci individuare le soluzioni migliori"

LUCIA AZZOLINA La ministra dell'Istruzione: "Da settimane lavoriamo per risolvere il problema. Il 14 settembre la scuola riparte ad ogni costo"

11/08/2020
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La Stampa

flavia amabile
Roma

Manca poco più di un mese alla riapertura delle scuole più complessa degli ultimi tre quarti di secolo. Le chat dei presidi ribollono di messaggi dai toni disperati, si contano le classi che mancano, si confrontano problemi e soluzioni e si teme che le 20mila aule da trovare siano una stima da correggere al rialzo. Le chat dei genitori hanno toni analoghi tra chi contesta i banchi monoposto e chi vorrebbe maggiori garanzie di un rientro sicuro. E in quelle dei precari si cerca di farsi coraggio per l'anno in arrivo tra lo stillicidio delle supplenze e per qualcuno l'ansia di finire senza lavoro in caso di quarantena.

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina tenta di tranquillizzare tutti. «Sono al lavoro senza sosta su organici e immissioni in ruolo, questo tema della mancanza di aule non è nuovo né ci deve scandalizzare il fatto che si studino soluzioni alternative, come i bed&breakfast. Ho sempre detto fin dal primo momento in cui abbiamo affrontato l'emergenza Covid che ci sarebbe stato un problema di spazi. Quando devi far rientrare a scuola a settembre 8 milioni di studenti, garantendo il distanziamento di 1 metro, è chiaro che si pone la necessità di adeguare gli spazi».

Il problema in queste ore infatti non è solo di trovare dei luoghi ma che siano idonei a ospitare un ambiente scolastico. Devono cioè rispondere ai requisiti richiesti dalle leggi come la presenza del documento di valutazione del rischio o di un numero adeguato di bagni per maschi e femmine.

«Non a caso siamo al lavoro da settimane con gli enti locali per risolvere il problema. Ne devo discutere con il presidente dell'Anci Antonio De Caro, perché la questione è di competenza dei comuni, cui appartengono fisicamente e giuridicamente gli edifici scolastici. Tocca ai comuni individuare le soluzioni

migliori, se gli edifici scolastici non sono sufficienti. E proprio per fronteggiare l'emergenza delle aule che mancano, del resto, abbiamo dato ai sindaci risorse aggiuntive».

Tutto infatti è possibile, sostengono da tempo i diversi protagonisti dell'avvio dell'anno scolastico, basta che ci siano i fondi. E la ministra rassicura ancora una volta tutti. Le risorse non mancheranno. «Con il Decreto Rilancio abbiamo stanziato 330 milioni, per lavori di ampliamento e ristrutturazione degli edifici scolastici. E con il Decreto Scostamento abbiamo stanziato 32 milioni per il 2020 e 48 milioni per il 2021, per coprire il costo di affitto di altri locali, tecnostrutture e patti territoriali».

L'utilizzo sarà deciso a livello locale in base alle esigenze che in questi giorni vengono presentate e censite, non ci sono interventi in questo senso da parte di viale Trastevere, assicura la ministra. «Ogni comune si regola come meglio crede, nella ricerca di soluzioni. Alcuni stanno ristrutturando edifici scolastici dismessi, altri stanno adeguando locali nei teatri e nelle pinacoteche, altri ancora mettono a disposizione sale comunali».

Si tratta di un lavoro collettivo, insomma, secondo la ministra, che sta coinvolgendo tutti in questo agosto di lavoro senza sosta. «Tutti, ai più vari livelli, stiamo facendo il massimo sforzo per raggiungere l'obiettivo che ci sta più a cuore, che è sempre lo stesso: la riapertura delle scuole il 14 settembre. Questo è l'impegno principale, al quale non verremo mai meno».

Diversi sono i tavoli di lavoro aperti. Oltre a quelli con gli enti locali ci sono colloqui in corso in tutt'Italia a diversi livelli con i genitori. Molte le preoccupazioni espresse in questi incontri sulla sicurezza del rientro ma anche sulla contraddizione tra il rigore delle norme previste nelle linee guida e tanti comportamenti che nelle ultime settimane stanno facendo risalire la curva dei contagi.

«Ci sono Associazioni dei Genitori – conferma la ministra – con le quali discuto in questi giorni, che mi chiedono "perché nelle scuole state introducendo tutti questi divieti e queste misure di sicurezza, quando poi in questi giorni la gente in vacanza se ne frega e fa come vuole? ". Io a tutti rispondo allo stesso modo: la scuola deve riaprire nei termini previsti, cioè il 14 settembre. Costi quel che costi».

È una partita molto complessa che non manca di avere ricadute politiche. Il ministero dell'Istruzione è fra quelli che vengono citati più spesso nelle voci di queste settimane su un possibile rimpasto di governo. Come spesso accade, le voci riguardano solo i ministeri guidati da donne.

«Quando leggo queste notizie mi viene da sorridere – commenta la ministra – Ne parlavo proprio nel weekend con Paola de Micheli… Mi pare che Conte le abbia smentite, no? Discorso chiuso».

Alle voci si aggiungono le polemiche personali. Il leader della Lega Matteo Salvini ha giudicato inopportuna la sua possibile assunzione come preside per effetto dello scorrimento delle graduatorie mentre è alla guida del ministero. Nulla di inopportuno e nessun conflitto di interessi risponde la ministra: «Ma basta, l'ho già detto, Salvini vada a studiare, poi ne riparliamo. La verità è che in questo Paese assurdo più studi, più sei attaccato. Ma io vado avanti, ho la coscienza a posto». —