FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3952666
Home » Rassegna stampa » Nazionale » Nella scuola senza prof salgono in cattedra persino i laureandi

Nella scuola senza prof salgono in cattedra persino i laureandi

Graduatorie esaurite e concorsi al palo: i presidi tappano i buchi spulciando i curricula che arrivano via email, spesso di docenti alla prima esperienza

10/09/2019
Decrease text size Increase text size
la Repubblica

Ilaria Venturi

Al Copernico-Pasoli di Verona, tecnico e liceo da 1.600 studenti, dai primi di settembre sono arrivate tremila domande. Spam per una supplenza, allarga le braccia il preside Flavio Filini. Non va meglio in altre realtà. All’istituto Devilla di Sassari il ritmo è di cento curricula al giorno, via mail. «In certe giornate arriviamo a 400, sarà una follia gestirli», osserva la dirigente Nicoletta Puggioni. In una scuola sempre più precaria cresce il fenomeno dei prof precari fai-da te, quelli che salgono in cattedra dopo aver inviato il curriculum. Semplicemente così: non abilitati, neolaureati, talvolta laureandi. Docenti improvvisati, freschi di studi, zero esperienza. Si chiamano messe a disposizione (Mad) e sono in crescita: si arriverà ad almeno 20mila, denunciano i sindacati, che in questi giorni reclamano il via libera al decreto salva-precari rimasto appeso al cambio di governo.

Il neoministro pentastellato Lorenzo Fioramonti ha promesso di intervenire entro il 2020. Intanto è caccia al supplente. E sempre più i presidi saranno costretti, dopo aver raschiato il fondo delle graduatorie, a ricorrere anche agli studenti universitari, quelli fuori da tutti i canali di reclutamento. Lo scorso anno furono circa 11 mila i supplenti assunti tramite messa a disposizione. «Quest’anno saranno almeno il doppio — denuncia Marcello Pacifico, presidente dell’Anief — Un assurdo, è il segnale di un sistema che non funziona perché non si vuole intervenire sulle graduatorie d’istituto, cui si attinge per le supplenze e da cui si potrebbero prendere, se ci fosse volontà, anche i docenti per le immissioni in ruolo». Per Antonello Giannelli, dell’Associazione nazionale presidi, «è purtroppo una stima attendibile dovuta al fatto che il sistema delle graduatorie non regge più».

Il problema è soprattutto al Nord e in certe classi di concorso come matematica, italiano, informatica e il sostegno per i disabili: qui le graduatorie, per medie e superiori, sono vuote. E i concorsi non sono stati avviati. A questo si aggiunge il maxi turn-over dovuto a Quota 100 che ha prodotto 33mila uscite. In Veneto la scuola apre domani e Filini fa la conta delle ore settimanali che mancano: 68 solo per italiano. «Informatica, poi, è un disastro: non si trovano docenti». I presidi non vorrebbero arrivare a chiamare da curricula inviati via mail. «Ma accadrà in alcuni casi, spero almeno per supplenze brevi». Certo è che con la valanga di domande che quest’anno hanno travolto le scuole la difficoltà sarà la selezione. «Le messe a disposizione sono l’ultima spiaggia e la preoccupazione è fare scelte casuali perché con questi numeri selezionare è impossibile », conclude Filini.

Il nodo rimane la qualità della didattica, c’è pure il decreto dell’ex ministro Bussetti che apre i concorsi ai soli laureati. Insomma, l’asticella della selezione in piena emergenza cattedre — su 53.627 posti di ruolo autorizzati dal Mef al 27 agosto risultava andato a buon fine solo il 30% delle assunzioni — è sempre più bassa. «In Umbria va meglio, ma comunque raschiamo il fondo del barile e arriviamo alla terza fascia: neolaureati in graduatoria, ma senza esperienza. Non molto diverso dalle messe a disposizione» osserva Rita Coccia, preside del tecnico industriale Volta di Perugia. «Sono chiamate dirette brutali, che dovrebbero essere residuali, per supplenze di pochi giorni. Invece stanno crescendo. Nei nostri uffici stiamo ricevendo il 20% di richieste di aiuto in più per compilare la domanda», dice Susi Bagni, segretaria Flc-Cgil di Bologna. «Il problema è rilevante — Maddalena Gissi della Cisl Scuola — I dirigenti possono arrivare a pescare neodiplomati tra le messe a disposizione in alcune discipline tecniche e informatiche, dove è difficile trovare, per esempio, un ingegnere pronto a insegnarle». Questo avvio di anno, partito ieri in Piemonte, vedrà in cattedra almeno 170mila supplenti. Un precario su 5. Mai stati cosi tanti.

La messa a disposizione dovrebbe essere una soluzione d’emergenza solo per brevi periodi E quest’anno sarà record di supplenti: 170 mila

Primo giorno L’avvio di anno scolastico, ieri, all’Istituto comprensivo Marconi Antonelli di Torino