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Moratti: "Guidare gli studenti verso il lavoro

il MESSAGGERO SCUOLA E IMPRESA Moratti: "Guidare gli studenti verso il lavoro" Il ministro al convegno della Confindustria. D'Amato: "Le corporazioni bloccano il cambiamento" dal nostro invi...

31/10/2001
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il MESSAGGERO

SCUOLA E IMPRESA

Moratti: "Guidare gli studenti verso il lavoro"
Il ministro al convegno della Confindustria. D'Amato: "Le corporazioni bloccano il cambiamento"
dal nostro inviato

SANDRO VACCHI

BOLOGNA - Grande Fratello e scuola privata uniti negli slogan dei contestatori: ai "no global" non piacciono né l'uno né l'altra, né Daria Bignardi che presentava né il ministro Letizia Moratti che interveniva al convegno bolognese della Confindustria sull'orientamento per i giovani. Due o trecento manifestanti tenuti ben a distanza dall'aula magna di Santa Lucia, dove gli imprenditori proponevano le loro ricette: un po' di fumogeni lanciati contro la polizia e qualche schiamazzo. Tutto qui.
Comincia Guido Barilla a mettere un po' di pepe, quando parla di troppi disoccupati in un Paese come l'Italia dove peraltro mancano i tecnici. "I giovani sono convinti che il privato minacci la scuola pubblica e mantengono un diffuso pregiudizio contro la mobilità, prolungando l'adolescenza nelle famiglie. Dovrebbero invece uscirne al più presto e andare a studiare fuori sede". Sorrisetti di alcuni studenti di un istituto tecnico di Comacchio: "Sì, alla Bocconi ci mantiene lui".
Intervengono un po' tutti: presidi e ministri via tivù (Urbani), studenti e professori. Per dire la loro sul rapporto arduo fra impresa e cultura, fra industria e scuola. Che fare? "Fantasia per cambiare, non ancorarsi al vecchio, mentre il contesto cambia in modo drammatico. Ammodernarsi. Ma finché il lavoro sommerso soffocherà soprattutto il Sud, molti problemi non si risolveranno" dice il vicepresidente della Confindustria, Guidalberto Guidi, in una pausa-caffé.
La palla al piede del sommerso non piace per nulla nemmeno al presidente degli industriali. Antonio D'Amato reclama un'offerta di lavoro più aperta e competitiva, maggior flessibilità per l'uscita dalle aziende - tema di grande polemica nei mesi scorsi - e la possibilità di organizzare stages formativi in ogni scuola. "Ma la scuola è una corporazione che taglia il Paese e ogni volta che è in vista un miglioramento, qualcuno lo blocca", si rammarica. Consolandosi alla vista del "suo" Sud in una ricerca dell'Ispo di Renato Mannheimer: i giovani meridionali risultano ormai più flessibili e disposti a muoversi di quelli settentrionali. Al Nord, infatti, la percentuale di chi punta a un posto fisso in un ente pubblico è salita in un anno dal 10,7 al 16,8.
Sarà la paura del "dopo 11 settembre", ma è chiaro che mentre si parla di orientamento, i ragazzi sono quanto mai disorientati. Cercherà di fare qualcosa il ministro Moratti: "L'orientamento degli studenti diventerà obbligatorio. Abbiamo messo on line le nostre banche dati per aiutarli nella scelta delle facoltà universitarie. Orientare vuol dire trasmettere fiducia nelle proprie capacità" dice. Torneranno i cervelli fuggiti all'estero?