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Mobilità 2017/18: firmato accordo con i sindacati

I contenuti dell’Intesa consentono di riprendere a brevissima scadenza la trattativa per definire in modo articolato il nuovo CCNI sulla mobilità

29/12/2016
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Tuttoscuola

Si è finalmente concluso l’incontro del Ministero con i sindacati. Raggiunta l’intesa tanto agognata con la firma dell’accordo sulla mobilità 2017/18. L’unico dei sindacati presenti a non aver firmato l’accordo è Gilda Insegnanti: “La Gilda riconosce e apprezza il lavoro delle delegazioni e l’impegno e la disponibilità della ministra che hanno permesso una svolta nelle relazioni sindacali – fa sapere in una nota il sindacato – Ritiene tuttavia che pur in presenza di aperture quali la deroga al vincolo triennale per tutti e la possibilità di esprimere alcune preferenze su scuola per tutti non si possa accettare che la maggior parte dei docenti venga collocata negli ambiti territoriali e sottoposta alla individuazione per competenze ovvero alla chiamata diretta. La nostra delegazione ha proposto che venga allegata al CCNI mobilità per il 2017/18 una tabella di valutazione specifica per l’assegnazione dei docenti dall’ambito alla scuola in maniera da poter eliminare qualsiasi discrezionalità da parte dei dirigenti scolastici ed in questo senso darà il proprio contributo nel tavolo contrattuale. Non essendo stata recepita questa proposta la Gilda per coerenza con le battaglie sostenute contro la legge 107/2015 ha deciso di non siglare l’intesa politica”.

Maggiore soddisfazione negli altri sindacati. “Nella mattinata di oggi, 29 dicembre, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal hanno siglato l’accordo con cui vengono sciolti i nodi politici che hanno condizionato finora l’avvio di una vera trattativa sulla mobilità del personale scolastico per il 2017/2018″. Questo è quanto si legge nel comunicato unitario in cui i sindacati esprimono soddisfazione per l’accordo raggiunto: “il risultato ottenuto attesta un cambio di metodo coerente con l’accordo firmato lo scorso 30 novembre tra Governo e Sindacati per la ripresa di corrette relazioni sindacali e un riequilibrio del rapporto tra leggi e contrattazione a favore di quest’ultima”. “Gli elementi propri dell’accordo sono il frutto di un meticoloso lavoro di mediazione – continua il comunicato – favorito anche dall’atteggiamento di attenzione e apertura al dialogo assunto dalla ministra Fedeli a partire dall’incontro del 22 dicembre”.

I punti d’intesa raggiunti durante l’incontro iniziato ieri, 28 dicembre, e proseguito nella mattinata di oggi, 29 dicembre, sono:

1.  La possibilità per tutti di presentare liberamente domanda di mobilità scegliendo tra scuola, ambito o provincia con il conseguente superamento del vincolo triennale;
2.  La revisione delle tabelle dei punteggi per valorizzare l’esperienza e il servizio pre ruolo e in altro ruolo prestato nella scuola statale;
3.  Il passaggio da titolarità di ambito a titolarità di scuola, fondato su principi di imparzialità e trasparenza, che sarà regolamentato in un parallelo specifico percorso di contrattazione;
4.  Il 60% dei posti disponibili sarà assegnato alle nuove assunzioni, il 30% alla mobilità, il 10% alla mobilità professionale (da riequilibrare nei successivi contratti).

“I contenuti dell’Intesa consentono di riprendere a brevissima scadenza la trattativa per definire in modo articolato il nuovo CCNI sulla mobilità – si continua a leggere nel comunicato – e danno una prima risposta concreta all’esigenza di correggere l’impatto negativo in sede di applicazione di taluni aspetti della Legge 107 che hanno creato profondo disagio tra il personale della scuola. Molte altre questioni dovranno trovare soluzioni attraverso il confronto sull’attuazione delle deleghe previste dalla stessa legge e con l’avvio del negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, in continuità con quanto sottoscritto a Palazzo Vidoni il 30 novembre“.

“Non è stato un lavoro semplice – ha aggiunto Maddalena Gissi, Cisl Scuola – perché si è trattato anche in questa occasione di far quadrare non solo i differenti punti di vista fra sindacati e MIUR, ma anche le tante esigenze diverse e fra loro in concorrenza che inevitabilmente si manifestano in partite di questo genere e di cui occorre tenere conto trovando il giusto equilibrio. Assumendosi a volte la responsabilità di scelte non facili. Ma è proprio in partite come queste che si misura la capacità di fare davvero sindacato”.