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Migliaia di firme per la prof palermitana sospesa. Di Maio: "Torni subito al lavoro"

Il ministro Bussetti: "La incontrerò con Salvini". Il presidente della Camera, Roberto Fico, le scrive: "Grazie per il suo lavoro". Non si placano le polemiche su quello che è diventato un caso politico nazionale. L'assessore regionale all'Istruzione auspica un provvedimento "più mite"

19/05/2019
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la Repubblica

Di Tullio Filippone

"Penso che Salvini abbia dimostrato ancora una volta grande attenzione e grande sensibilità e spero di essere con lui quando incontrerà la docente. Voglio incontrarla anch'io". Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti, interviene così in riferimento al caso di Rosa Maria Dell'Aria, la docente di Palermo sospesa dopo che alcuni studenti avevano accostato le leggi razziali al 'Decreto sicurezza'. L'occasione è l'intervista di Massimo Gramellini a 'Le Parole della Settimana' in onda questa sera su Rai3. "La scuola deve costruire coscienze critiche, è un suo obiettivo - prosegue Bussetti -. Perciò ben vengano anche queste possibilità di confronto, di scambi di idee e opinioni che sono sempre positivi". "I nostri docenti - sottolinea Bussetti - non sono bravi: di più. E meritano grande rispetto". "Cosa dovrebbe fare un professore in questi casi? Generalizzare è difficile - spiega il ministro -. Qui c'entra la libertà di insegnamento prevista dalla Costituzione, e i nostri ragazzi ragionano, non si fanno condizionare".

Risponde anche sulla sospensione dall'insegnamento della Dell'Aria. "Ritireremo la sospensione? Se il Ministro fosse chiamato in causa potrebbe anche intervenire, ma il Ministro non ha questa funzione, né questo compito. - conclude - Ci sono degli uffici preposti. Il Ministro non è stato interessato né nell'avvio né nella conclusione dell'iter del caso specifico. Perciò evitiamo accuse di censura perché non hanno fondamento".

In serata arriva anche la lettera del presidente della Camera Roberto Fico. "Gentile professoressa dell'Aria, le scrivo per ringraziarla. Voglio dirle grazie per come è riuscita a fare il suo lavoro, permettendo ai suoi studenti di avere la libertà di elaborare, ragionare e riflettere. Di avere libertà di esprimersi". Il presidente della Camera scrive: "È questo - aggiunge quello che la scuola deve fare, fornire gli strumenti perchè i ragazzi sappiano approfondire e costruire le proprie opinioni. E contribuire all'approfondimento del dibattito, senza censura. Se si raggiunge questo obiettivo, se si creano spazi liberi di espressione e confronto, non sta a nessuno giudicare il suo lavoro. E ai ragazzi dico: siate sempre curiosi e critici, ed esprimete le vostre perplessità, opinioni, preoccupazioni o soddisfazioni. La politica e le istituzioni - sostiene Fico - devono essere giudicate, devono essere criticate e soprattutto devono confrontarsi, senza avere paura delle critiche e dei giudizi". In questi mesi "ho spesso incontrato ragazzi delle scuole, a montecitorio come nel resto d'italia, e a loro ho sempre chiesto sincerità e franchezza. Per fortuna in italia ci sono tanti insegnanti come lei, professoressa. E mi auguro che ce ne saranno sempre di più in futuro", conclude Fico.

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In queste ore sono arrivate migliaia di firme da tutta Italia per la professoressa Rosa Maria Dell’Aria. Dopo la piazza di ieri, con il corteo di fronte alla Prefettura e quello davanti all’Iti Vittorio Emanuele con studenti, sindacati e professori, la grande mobilitazione continua anche sui social e su internet. A mezzogiorno, la petizione online lanciata dal segretario del partito democratico Nicola Zingaretti, per chiedere il reintegro immediato della docente, aveva raggiunto le 37mila firme. Quella lanciata giovedì dal sindacato Usb ha toccato 110mila firme. Ed entrambe continuano a crescere. "Spero che la professoressa possa essere reintegrata il prima possibile. Secondo me il Miur si deve occupare dell'edilizia scolastica, delle nostre scuole che stanno crollando, mentre ai nostri ragazzi ripeto di pensare con la loro testa, sempre". ha detto il vicepremier e capo politico del M5S, Luigi Di Maio. "Più che di un incontro, quell'insegnante ha bisogno di tornare al lavoro, spero al più presto - aggiunge - Dobbiamo volere questo come M5S e come governo". Di Maio ha anche telefonato alla docente. A quanto si apprende il vicepremier e ministro ha manifestato la sua contrarietà al provvedimento di sospensione, ribadendo invece che il Miur dovrebbe occuparsi soprattutto delle condizioni delle scuole. Di Maio le ha anche detto: "Farò di tutto perché lei venga reintegrata il prima possibile. Prima che lo Stato perda è bene che lo Stato si ravveda", ha poi aggiunto il vicepremier del M5s. Che ha inoltre chiesto alla professoressa di mandare "un abbraccio ai ragazzi da parte sua".

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Sul caso interviene anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Roberto Lagalla. “È una vicenda che rimanda ad atti procedimentali e non si può che invocare il prevalere delle legittime ragioni ideali e del valore della autonoma funzione educativa – dice Lagalla - La disponibilità ad incontrare la docente da parte del ministro Salvini, la sincera amarezza della professoressa e la reazione della comunità educante suggeriscono un’iniziativa, in diversa e più mite direzione, da parte dell’ufficio scolastico provinciale al quale, però, non possono essere attribuiti atteggiamenti di pregiudizi, senza conoscere formalmente gli atti”.

Ma non si placano le polemiche su un fatto che è diventato un caso politico nazionale. Da Firenze, il presidente della regione Toscana Enrico Rossi parla di “clima da regime”. “Il fatto che la Digos abbia indagato e l'ufficio scolastico provinciale abbia assunto con tanto zelo verso l’insegnante un provvedimento di indubbia legittimità, perché estende il dovere di vigilanza sulla incolumità fisica dei ragazzi alle libertà di espressione – dice Rossi - dimostra ancora una volta che è in corso la costruzione di un regime che tende ad esercitare un forte controllo sulle opinioni critiche e a violare la libertà. Resistere a tutto questo e stare vicino a chi non si piega è il primo compito della sinistra”.

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La vicepresidente del Pd e capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera, Anna Ascani, chiede invece le dimissioni della sottosegretaria ai Beni Culturali della Lega Lucia Borgonzoni. “Cosa intendeva quando, a gennaio, scriveva su Facebook di aver ‘avvertito chi di dovere’, in merito a questa vicenda, addirittura augurandosi l’interdizione a vita dall’insegnamento? – scrive sui social Ascani - a gennaio la sottosegretaria Borgonzoni chi ha avvertito? Ha abusato del suo ruolo politico e istituzionale per fare pressione su un'articolazione territoriale dello Stato? Il Governo deve chiarire, ma la sottosegretaria deve dimettersi”.