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Messaggero: La preside: «Difficile spiegare lo spostamento alle famiglie»

Alba Zuccarello, dirigente dell’istituto comprensivo Manin, tra i più multietnici a Roma,

11/01/2010
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Il Messaggero

ROMA - Sarà facile spostare gli alunni stranieri da una scuola ad un’altra nei casi in cui si supererà il tetto del 30%?
«La questione è delicata, ci vorrà una grande collaborazione tra istituti scolastici ed enti locali. Questi ultimi giocheranno un ruolo strategico- spiega Alba Zuccarello, dirigente dell’istituto comprensivo Manin, tra i più multietnici a Roma, con il 50% di stranieri-. La cosa più difficile sarà spiegarlo alle famiglie. Comunque gli spostamenti, se ci saranno, riguarderanno solo un numero minimo di scuole. So che molti comuni, al Nord, sono già organizzati in tal senso da anni. Dove bisognerà intervenire invece ci vorrà tempo per digerire la novità».
Nella vostra scuola cosa succederà?
«Da noi il problema del tetto non si porrà: abbiamo sì il 50% di stranieri, ma il 35% degli alunni figli di immigrati sono nati in Italia. I ragazzi con più difficoltà sono solo il 15%».
Il vostro istituto è un esempio di integrazione di successo. Qual è la vostra formula segreta?
«Bisogna far sentire tutti importanti, gli stranieri e gli italiani. Da noi ci sono molti cinesi, ad esempio, vista la vicinanza con il quartiere Esquilino. Grazie ad un accordo con la Sapienza gli studenti di Lingue orientali fanno i mediatori culturali nel nostro istituto. Ai figli degli immigrati bisogna far imparare sì l’italiano, ma anche preservare la loro cultura di origine».
A.Mig.