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Medicina, l'odissea degli specializzandi che dovrebbero andare in corsia

Ecco la graduatoria (ancora non definitiva) di un concorso troppo affollato che doveva farsi a luglio e a fine ottobre non ha ancora certezze. Bisogna chiudere tutto entro il 30 dicembre

28/10/2020
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la Repubblica

Corrado ZUnino

La graduatoria dei vincitori del concorso per specializzandi (23.756 candidati) c'è, da ieri alle tre del pomeriggio. Ma il concorso non si può considerare chiuso, in grado di definire quali giovani medici andranno alle scuole di specializzazione e, quindi, in corsia a fare pratica. Il ministero dell'Università ha pubblicato una graduatoria non definitiva, visibile nell'area riservata di Universitaly.it da ogni candidato: la classifica dei partecipanti tiene conto, come dice il comunicato ministeriale, "delle pronunce del Tar Lazio e del Consiglio di Stato". Tra loro opposte.

Ecco. La sentenza del Consiglio di Stato è arrivata lo scorso 22 ottobre e aveva accolto i controricorsi dei ministeri (Università e Salute) che si erano opposti a dare un punteggio ai ricorrenti iscritti ai corsi di formazione in Medicina generale attraverso queste quattro categorie: i diplomati delle Scuole di specializzazione di Medicina e i diplomati di Medicina generale, gli specializzandi delle stesse scuole e i corsisti di Medicina generale. Questi gruppi di medici e aspiranti medici avevano vinto il primo ricorso al Tar, ma adesso stati esclusi dalla graduatoria.
 

La prova avrebbe dovuto svolgersi già a luglio, ma si è riusciti ad allestirla solo per martedì 22 settembre: la quantità di ricorsi contro un bando scritto con finalità difensive, tuttavia, ha finito per rallentare ogni operazione. Il Miur aveva provato a calmierare il numero dei candidati alle scuole di specializzazione cresciuto rapidamente in poche settimane: in quest'anno eccezionale la laurea di Medicina ha un valore abilitante (non c'è stato bisogno di fare l'Esame di Stato, cioè, per poter iniziare la professione) e questo ha fatto aumentare i candidati alle scuole di specialità post-lauea.

Bene, il 5 ottobre si sarebbe dovuto conoscere finalmente la graduatoria del concorso (una sommatoria del punteggio della prova più i titoli precedentemente acquisiti), ma il ministro Gaetano Manfredi ha preferito attendere anche la seconda sentenza amministrativa. La pubblicazione della graduatoria è arrivata ieri, 26 ottobre. Non è definitiva, questo è il punto e questo è il problema. E' annunciato un aggiornamento, si spera l'ultimo, per il prossimo 9 novembre: si attende che il Consiglio di Stato entri nel merito dei singoli casi dei ricorrenti.Bisogna ricordare che quest'anno il numero dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione italiane è cresciuto: sono state finanziate 14.455 borse, e sono 5.679 in più dell'anno precedente. Ma non è stato sufficiente: con la lievitazione dei candidati a quota 24 mila, ci sono 9.301 neolaureati-medici che non saranno inseriti in alcuna scuola di specializzazione e non potranno andare in reparto. C'è il rischio che lo frequentino lo stesso, diciamo così, da abusivi.

Per ora, l'investimento di 125 milioni di euro sulla formazione specialistica, concretizzato con il Decreto cura dello scorso marzo (valore complessivo 3,2 miliardi), non sta portando il rafforzamento di una sanità italiana che nel 2021 avrà bisogno di trentamila nuovi medici e infermieri. "E' come andare in guerra senza poter coscrivere militari", sintetizza il dottor Gianluca Regazzo, portavoce dell'Associazione Medici uniti per la salute.