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Maturità, sospeso l'obbligo dell'Invalsi

Pezzo per pezzo sta venendo giù la Buona scuola di Renzi,

08/09/2018
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Il Messaggero

Pezzo per pezzo sta venendo giù la Buona scuola di Renzi, con un emendamento al Milleproroghe infatti sono stati scardinati i requisiti di ammissione alla maturità del 2019: il test Invalsi e l'alternanza scuola lavoro vengono sospesi. Valutazione e formazione on the job, vale a dire i cardini dell'innovazione introdotta dai decreti attuativi della legge 107 per riformare l'esame, non ne faranno più parte. Un emendamento al Milleproroghe fa slittare di due anni l'obbligo di partecipazione ai test Invalsi nell'ultimo anno di scuola superiore. L'obbligo era previsto, per la prima volta, proprio dall'esame conclusivo dell'anno scolastico 2018-2019. Identica procedura verrà riservata all'obbligo di svolgere l'Alternanza scuola-lavoro negli ultimi tre anni delle superiori per accedere all'esame di Stato. Lo stesso ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, del resto, aveva già anticipato la volontà di mettere mano alla maturità e di voler rivedere i criteri dell'alternanza. Ad accogliere con soddisfazione l'emendamento sono soprattutto gli studenti che hanno intrapreso una lunga battaglia per opporsi alle modalità dei test con manifestazioni e boicottaggi, tra schede annullate e scioperi che arrivavano ogni anno in concomitanza delle prove. L'obbligo introdotto dai decreti attuativi della Buona Scuola, infatti, serviva proprio per evitare che i ragazzi dell'ultimo anno boicottassero il test, giocandosi così la possibilità di sostenere l'esame di maturità. Secondo le novità introdotte dalla prossima maturità i ragazzi dell'ultimo anno delle superiori sono chiamati a sottoporsi a un test al computer per dimostrare le loro competenze in Italiano, Matematica e Inglese. 
FORMAZIONEIl test, stando alla Buona Scuola, non avrebbe dato alcun punteggio o votazione ai fini dell'esame, ma sarebbe stato comunque indispensabile svolgerlo. Non sarà più così: tutto sospeso fino all'anno scolastico 2019/2020. Lo stesso discorso vale per l'Alternanza scuola-lavoro, altro tassello fondamentale della riforma Renzi che prevedeva, per la maturità del 2019, che gli studenti completassero il triennio di alternanza prima di sedersi all'esame per poi riferirne durante la prova orale. Anche in questo caso l'esperienza non avrebbe dato esito ad alcuna votazione ma sarebbe stata considerata come formazione dello studente. In base alla legge 107 del 2015, sono 200 le ore da svolgere nei licei e 400 negli istituti tecnici e professionali negli ultimi tre anni di scuola. Il ministero dell'istruzione si era impegnato a stanziare, ogni anno, 100 milioni di euro per sostenere i percorsi. Con lo slittamento inserito nel Milleproroghe anche questa parte della Buona scuola verrebbe meno. Inoltre la maggioranza vorrebbe rivedere i criteri dell'alternanza scuola lavoro nei licei, dove è più difficile organizzare gli stage restando legati alle materie di studio. Ma allora, senza obbligo di formazione on the job e test Invalsi, cosa resta della nuova maturità del 2019? I candidati non avranno più tre prove scritte ma due: italiano e prova di indirizzo. È stata abrogata la terza prova scritta, il cosiddetto quizzone, con domande scelte direttamente dalla commissione. Il colloquio orale verterà su tutte le materie. I punteggi legati alla carriera scolastica avranno maggiore peso sul voto finale rispetto al passato, con un massimo di 40 punti, mentre le due prove scritte e il colloquio avranno un massimo di 20 punti ciascuno. 
Lorena Loiacono