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Maturità, nuovi bonus ma restano le disparità

Il ministero presenta il meccanismo per calcolare il premio. Due studenti con lo stesso voto. Uno prende punti l'altro no.

31/08/2013
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Il Messaggero

ROMA La soluzione trovata non basterà a frenare le polemiche, e probabilmente ne scatenerà di nuove. Ma il “giallo” dei bonus-maturità è stato finalmente risolto, e ora gli studenti che si preparano ad affrontare i test per entrare nelle facoltà a numero programmato sanno, almeno, con quale dotazione di partenza affronteranno la prova. Sono circa 115mila i diplomati che hanno deciso di provare a iscriversi a un corso di laurea a numero chiuso. Si comincia martedì con Veterinaria. Poi, il giorno successivo, toccherà alle Professioni sanitarie. Lunedì 9 settembre a Medicina e Odontoiatria, il 10 ad Architettura. La classifica dei risultati dei test stabilirà chi sono gli aventi diritto ad immatricolarsi nel corso di laurea preferito. Ogni ateneo ha la sua “dotazione” di posti, il numero chiuso serve anche ad offrire più garanzie rispetto alle aspettative del mercato del lavoro. Il punteggio è dato dalle risposte a una batteria di 60 quiz, ma per dare un riconoscimento oggettivo agli studi fatti prima, è previsto un eventuale “bonus” che si traduce in punti in più che potrebbe far scalare centinaia di posti nella graduatoria nazionale. Soprannominato “bonus maturità” perché calibrato sul voto dell’esame, è un premio di un massimo di dieci punti. Condizioni indispensabili per ottenere il bonus sono due: un voto ottenuto all'esame di maturità che sia almeno pari a 80/100 e che sia almeno pari all'80.mo percentile di riferimento. Sì, proprio percentile: termine un po’ ostico, che rappresenta il voto raggiunto o superato dal miglior 20% degli studenti giudicati in ogni singola commissione. Se non si è dentro quel venti per cento, niente bonus.
LE DISUGUAGLIANZE
Ma come si fa a sapere di quanti punti in più si ha diritto? Tramite internet, si va sul sito www.universitaly.it del ministero. Un sistema con cui si è voluto cercare di eliminare le disuguaglianze emerse nei tentativi di normare questo “premio” fatti in precedenza dal decreto Profumo. Però può succedere che due studenti nella stessa scuola e con lo stesso voto, solo perché appartengono a classi - e commissioni - diverse, potranno avere l’uno il bonus e l’altro no. Difficile capire perché, forse la commissione è stata troppo generosa di voti. Un esempio a Roma: al liceo scientifico Avogadro uno studente della sezione C che ha conseguito il diploma con 93/100 non ha diritto a nessun punto extra da aggiungere al risultato dei quiz di ammissione, mentre il suo compagno della sezione F con lo stesso risultato partirà con 6 punti di vantaggio. Al classico Virgilio, sempre a Roma, un maturando della sezione G ed M con la votazione di 97/100 non avrà diritto ad alcun punto premio, a differenza dei loro colleghi di altre sezioni. Al Beccaria di Milano niente bonus per chi ha preso da 96 in giù nella sezione E, mentre spetta ai maturandi delle sezioni A e B che hanno preso 82. Va meglio a chi ha tenuto l’esame di maturità negli anni passati perché vengono presi a riferimento i voti ottenuti nel 2012 dai maturandi di quell’indirizzo di studio nella propria provincia di appartenenza. Intanto gli studenti scendono sul piede di guerra e minacciano anche stavolta di fare ricorso.
Naturalmente, una sorpresa può esserci ancora. Nel sito, con un doppio asterisco sono indicate le scuole che ancora non hanno comunicato i dati da cui ricavare i percentili. E si avverte che fino al 10 settembre (ma non oltre!) potranno esserci aggiornamenti. Un bonus-rompicapo.
Alessia Campione