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Maturità, il via agli orali Primo sorteggio tra le buste

Il colloquio durerà circa 45 minuti e valuterà le capacità di collegare le materie.

24/06/2019
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Corriere della sera

Gianna Fregonara e Orsola Riva

Via agli orali della prova di Maturità, per la prima volta con la scelta fra tre buste. Il colloquio durerà circa 45 minuti e valuterà le capacità di collegare le materie.

Comincia l’ultima parte della nuova maturità: da oggi in poi le scuole possono dare il via agli orali, saranno le singole commissioni a decidere la data d’inizio per ogni classe. Il nuovo colloquio è sicuramente la prova che genera più apprensione nei ragazzi ma anche nei commissari. Solo poche scuole lo hanno «testato» durante l’anno scolastico (per le nuove prove scritte invece il ministero ha organizzato due simulazio-ni), gli studenti sono incerti sul contenuto, i professori sul nuovo metodo di valutazione. Durerà in media 45 minuti e ha lo scopo di accertare non tanto e non solo quello che i ragazzi sanno ma anche il loro modo di ragionare e collegare nozioni e materie diverse. Inizia con l’estrazione di una busta da parte dello studente, una novità che il ministro Marco Bussetti ha detto di aver pensato personalmente e che ha suscitato paure e ironia. Sembra una lotteria: lo studente ha davanti tre buste — preparate dalla commissione che ne riempie due più del numero di maturandi, in modo che anche l’ultimo abbia la scelta — e «pesca» l’argomento da cui iniziare il colloquio. Dentro le buste tutto ci può essere tranne che una domanda: un documento, una citazione, una foto, poesie o brani in prosa, ritagli di giornale, ma anche grafici o tabelle che devono servire da spunto per il ragazzo per elaborare autonomamente un proprio percorso interdisciplinare. Un po’ come accadeva nella vecchia tesina, con la differenza che quella veniva preparata mentre ora si dovrà improvvisare. Rispetto al passato ci sono forse meno rischi di «toppare» clamorosamente la risposta ma aumenta quello di perdere il filo. Durante il colloquio ci si soffermerà anche sulle prove scritte che verranno discusse con la commissione, per poi passare alla «tesina» dello scuola-lavoro (gli studenti possono presentare un elaborato anche multimediale) e ad una domanda sul percorso di Cittadinanza e Costituzione, in pratica l’educazione civica. Ci sarà meno spazio per le domande secche di contenuto, quelle volte ad accertare le conoscenze acquisite dai ragazzi nelle varie discipline. Una scelta strettamente collegata al fatto che nel nuovo esame di Stato i voti ottenuti dai ragazzi in ciascuna materia nel corso del triennio vengono già supervalutati: fino a 40 punti su 100 (finora valevano al massimo 25 punti). Il che — nell’opinione degli esperti del Miur — renderebbe superfluo insistere con la vecchia interrogazione su storia e filosofia, matematica e fisica, inglese e economia. Sarà, questa è l’intenzione, un vero e proprio colloquio su un «percorso» multidisciplinare, dove può anche darsi che sia più difficile inciampare in una risposta sbagliata, ma sicuramente è più facile perdersi.