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“Mascherina per girare tra i banchi”. L’idea dei tecnici che aiuta le scuole

Il Comitato scientifico risponde ai presidi: così i tavoli potranno stare più vicini, e la distanza resterà garantita. Un scelta che può salvare molte aule

09/07/2020
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la Repubblica

Valeria StrambiC'è chi si è limitato a prendere le misure tra banco e banco e chi, algoritmi alla mano, si è addirittura immaginato le traiettorie percorse dagli studenti per andare in bagno. A togliere dall'incertezza presidi e uffici scolastici regionali alle prese con la ripartenza, è finalmente intervenuto ieri il Comitato tecnico scientifico. Che in un parere inviato al ministero è stato chiaro: quando gli studenti si alzeranno dal banco, dovranno indossare la mascherina.

Un parere cruciale per le scuole di mezza Italia alle prese da giorni con una questione solo in apparenza burocratica: ossia se la famosa distanza di un metro "da bocca a bocca" debba essere considerata in modo "statico" o anche "dinamico". In altre parole, se la distanza vada garantita solo al banco o anche quando i ragazzi si muovono tra le file. In quest'ultimo caso, evidentemente, i tavoli dovrebbero essere molto più lontani e proprio per questo le scuole di tutta Italia sono alla caccia disperata di spazi aggiuntivi per il milione e più di studenti che rischiano di restare fuori.

Il parere del Cts, non ancora ufficiale, da un lato preserva la sicurezza, grazie alle protezioni al volto; dall'altro consente ai presidi di salvare molte aule. Finora istituti e uffici regionali si erano mossi in ordine sparso, con scelte spesso contraddittorie. In Veneto, ad esempio, la distanza tra banco e banco non doveva essere inferiore a un metro, la lavagna doveva stare a 1,5 metri. L'Emilia Romagna suggeriva di disporre i banchi a scacchiera, la Liguria di prevedere 2 metri quadrati a studente e la Lombardia di calcolare lo spazio considerando anche le fasi di entrata e uscita dall'aula.

"È una settimana che chiediamo se il metro da bocca a bocca debba essere statico o anche dinamico - afferma Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi - . Senza abbiamo le mani legate, non sappiamo quanti alunni entrino effettivamente nelle aule, quanti spazi e insegnanti in più occorrerebbero". Ora manca il via libera ufficiale del ministero dell'Istruzione, che ha confermato di "essere al lavoro con il Comitato per dare più certezze ai dirigenti scolastici".

Nel frattempo da Nord a Sud continua la caccia agli spazi. A Torino, ad esempio, il Politecnico ha offerto 11 aule agli alunni delle elementari, a Roma il Vicariato ha invitato tutte le parrocchie a mettere a disposizione gli spazi del catechismo. Intanto la ministra Lucia Azzolina ha annunciato di aver chiesto al Mef il via libera per 80 mila assunzioni di docenti.

"Siamo molto preoccupati per gli organici e aspettiamo risposte - dice l'assessora toscana all'Istruzione Cristina Grieco anche a nome delle altre Regioni - . Ci saremmo aspettati che il reintegro delle cattedre tagliate fosse già avvenuto e chiediamo di essere convocati al più presto per sapere la ripartizione del personale extra".