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Manifesto: La scuola ribelle: «No al tetto del 30% degli alunni stranieri»

Il consiglio di circolo della direzione didattica di via Bandiera a Parma ha approvato all'unanimità una mozione sulla circolare ministeriale 2/2010 relativa alle «indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione di alunni con cittadinanza non italiana».

12/03/2010
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il manifesto

di o.c.

Il consiglio di circolo della direzione didattica di via Bandiera a Parma ha approvato all'unanimità una mozione sulla circolare ministeriale 2/2010 relativa alle «indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione di alunni con cittadinanza non italiana». In altre parole, la circolare sul tetto del 30% di alunni stranieri nelle nuove classi. Secondo il consiglio di circolo il documento va rispedito sostanzialmente al mittente perché inapplicabile. Articolata la motivazione che ha spinto il consiglio a concludere la mozione «segnalando che non si può "scaricare" sugli alunni stranieri la responsabilità delle difficoltà di apprendimento, delle problematiche educative o dell'organizzazione dei contesti scolastici. Occorre che il Ministero promuova "vere risorse" per la scuola pubblica e non la deprivi degli strumenti che in questi anni le hanno permesso di affrontare per prima cambiamenti epocali a cui tutta la società italiana sta cercando di adattarsi».
Nel merito, il consiglio di circolo contesta la definizione stessa di «alunni stranieri» o alunni di «cittadinanza italiana», definizione ambigua e «non rispondente a una descrizione esaustiva dell'utenza scolastica. Se questo requisito dovesse essere applicato alla lettera, una scuola come la Scuola Europea di Parma sarebbe da considerare fuori dalla norma, vista la sproporzione tra le tipologie di utenza. Non possiamo certo accettare che la definizione di "alunni stranieri" differenzi tra comunitari o extra-comunitari o in base al reddito familiare o allo stato di nascita».
Il consiglio di circolo poi sottolinea che in realtà uno dei problemi è legato alla sostanziale scomparsa delle compresenze, che servivano anche a lavorare con piccoli gruppi, consolidando rapporti e relazioni. Inoltre il ministero dovrebbe puntare a aumentare i fondi per permettere la realizzazione di progetti orientati anche all'approfondimento della lingua per esempio. Perché, ricorda il consiglio di via Fratelli Bandiera, «si vuole veramente supportare la piena realizzazione di tutti i cittadini-alunni che frequentano le nostre scuole, occorre partire da una lettura seria e fondata delle difficoltà linguistiche, relazionali, di appartenenza e identità che vivono i nostri alunni, stranieri o italiani, per promuovere vere azioni educative, con risorse e metodologie adeguate».
Sul contesto di Parma viene ricordato che in molte zone della città la creazione di scuole a maggioranza "straniera" è dovuta al progressivo abbandono di queste scuole da parte degli studenti italiani residenti nel territorio. «Non crediamo - scrive il consiglio di circolo - che si possa risolvere il problema "deportando" o "obbligando" l'utenza a nuove destinazioni, spesso disagevoli, ma promuovendo scuole che siano attraenti, con docenti stabili, infrastrutture adeguate e progettualità mirate».
Quanto all'iscrizione di minori figli di genitori senza permesso di soggiorno, il consiglio di circolo ricorda che c'è l'obbligo di prendere i bambini a prescindere dalla situazione dei loro genitori. Anche se dopo la sentenza della Corte di Cassazione di ieri in materia, forse le cose saranno più complicate d'ora in avanti.