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Maestre senza laurea, da sabato stop ai licenziamenti: ma interviene Bruxelles

Con la sospensione decisa dal decreto dignità, nessun licenziamento per i prossimi 4 mesi. Poi si aprono le porte del concorso facilitato per i 55 mila maestri senza laurea. Ma a cambiare le carte in tavola potrebbe arrivare una decisione dall’Ue

15/07/2018
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Corriere della sera

VAlentina Santarpia

Sarà pubblicato venerdì sera il decreto legge dignità in Gazzetta Ufficiale: un passaggio che renderà vigente da sabato il decreto che riguarda i circa 50 mila diplomati magistrali, che a dicembre scorso sono stati «espulsi» dalla scuola attraverso la sentenza della riunione plenaria del Consiglio di Stato. Dopo mesi di battaglie, proteste e trattative, il governo gialloverde ha varato una misura che invia il problema: il decreto, che dovrà poi entro 60 giorni essere convertito dalle Camere, prevede infatti che gli uffici scolastici regionali abbiano altri 120 giorni per ottemperare alla sentenza. Quindi i licenziamenti e lo stop alle immissioni in ruolo sono solo rinviati per 4 mesi, in attesa di una soluzione definitiva, che dovrebbe portare la maestre senza laurea ad affrontare un concorso, non si sa se facilitato o meno. E non si sa con quali sbarramenti: una delle ipotesi in campo è che sia riservato a chi ha effettuato già 36 mesi di servizio.

Il parere del Consiglio d’Europa

Il decreto bloccherà dunque da sabato i licenziamenti, e renderà vani quelli già eseguiti nelle Marche, a Pistoia e a Salerno. L’obiettivo, si legge nel decreto, è quello «di assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2018/2019 e di salvaguardare la continuità didattica nell’interesse degli alunni». Ma intanto una nuova incognita pesa sulla questione: la pratica avviata dall’Anief, il sindacato dei precari, presso il Consiglio di Europa, si è conclusa e il Consiglio ha «respinto le osservazioni sulla mancata legittimazione ad agire». Quindi il governo italiano, su richiesta dell’Anief stesso, sarà chiamato a rispondere alle richieste formulate dai giudici europei sulla violazione di una lunga serie di articoli della direttiva comunitaria sul precariato e della Carta sociale europea. Intanto, nota l’Anief, c’è una sola certezza: che dal 1° settembre 2019 i prof senza laurea non potranno insegnare né su posti disponibili dopo 36 mesi di servizio né potranno essere assunti a tempo indeterminato perché espulsi dalle graduatorie ad esaurimento. «Il più grande e discriminatorio licenziamento collettivo della storia italiana», conclude il sindacato. Che spera che l’intervento di Bruxelles possa avere lo stesso effetto della famosa sentenza pro-precari che spinse il governo Renzi a varare il maxi piano di stabilizzazioni. A meno che, in questi 4 mesi, il governo non offra una «sponda» ai 6 mila diplomati che erano stati immessi già in ruolo, seppur con riserva, e gli altri 50 mila che lavoravano stabilmente nelle classi.

L’escamotage

Intanto alcuni giudici stanno cercando soluzioni «locali»: è il caso del tribunale di Como, che ha deciso di inserire a pieno titolo nelle Gae definitive di questa provincia della scuola dell’infanzia e della primaria 94 maestri «con contratto di lavoro condizionato». In attesa della sentenza definitiva, ovviamente.


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