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Liberazione-Unicef: studenti italiani tra i più impreparati

Indagine controversa ma che evidenzia i grossi limiti del nostro sistema scolastico Unicef: studenti italiani tra i più impreparati A dare un nuovo duro colpo alla scuola italiana, in ...

27/11/2002
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Liberazione

Indagine controversa ma che evidenzia i grossi limiti del nostro sistema scolastico
Unicef: studenti italiani tra i più impreparati
A dare un nuovo duro colpo alla scuola italiana, in questi giorni in attesa delle devoluzione-distruzione di Bossi, ci ha pensato l'Unicef. Ma non a fin di male. L'organismo internazionale, sulla base di una indagine nei paesi industrializzati, ha denunciato come il quindicenne italiano sia il prototipo dell'ignorante. Appena usciti dalla scuola media i nostri giovanissimi studenti sarebbero tra i più impreparati del mondo, almeno nella conoscenza della lingua nazionale, in matematica e in scienze. Più in basso solo Portogallo e Grecia. Mentre tra i primi in classifica compaiono Corea, Giappone e Finlandia. L'indagine non è del tutto convincente. Ma il punto di vista scelto per condurre l'inchiesta contiene elementi interessanti: l'ottica è stata infatti quella di misurare il divario tra gli scolari con basso profilo e la media dei ragazzi. Questo perché - si spiega nell'indagine - "serve a capire il grado di rischio di esclusione sociale che scaturisce dalle differenze dei rendimenti scolastici". "Nell'indagine Unicef - commenta la presidente del Coordinamento dei genitori democratici, Angela Nava - c'è la segnalazione chiara di un pericolo che conoscevamo, ma non sono chiari gli indicatori utilizzati per ricavare questo tipo di risultati". Non convince, per Nava, il primo posto di due paesi in cui la scuola è molto competitiva, mentre è sicuramente importante il modello finlandese "che ha fatto la scelta di una scuola per tutti e non di una scuola per l'eccellenza".
Che i criteri scelti non siano del tutto condivisibili, come per esempio quello che stabilisce l'equazione miglior apprendimento-costi inferiori, non toglie valore all'allarme che viene lanciato. A essere più penalizzati sono i migranti, scrive tra le altre cose l'Unicef. "L'esclusione di fasce sempre più larghe di persone - sottolinea la deputata del Prc, Titti De Simone, in commissione Scuola e cultura della Camera - diventa un dato sempre più evidente, dando vita ad una scuola che è l'esatto opposto di quella che vorremmo costruire basata su una nuova idea della cittadinanza. Oggi la condizione di classe pesa sempre di più. Chi ha soldi può godere di un'istruzione migliore, chi non ce li ha rischia di diventare cittadino di serie b". Un discorso che già vero dopo la riforma dell'autonomia scolastica avviato dal centrosinistra, sta per diventare in questi giorni un dramma dall'enorme portata. Devolution e contro riforma Moratti i serial killer dell'istruzione per tutti, checché ne dica la ministra minimizzando i danni che il passaggio di tutte le competenze sulla scuola dallo Stato alle Regioni sta per determinare.

A. A.