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Liberazione: Atenei, primi tre decreti sospensivi della controriforma Moratti

Così il nuovo ministro dell’Università Fabio Mussi blocca alcune misure impraticabili firmate dall’ex ministra del governo Berlusconi

30/05/2006
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Liberazione

Dieci giorni appena dall’insediamento e già tre decreti Moratti sono stati sospesi. Il nuovo ministro dell’Università, Fabio Mussi, ha sospeso «in attesa di ulteriori valutazioni» l’istituzione dell’Università - non statale - di studi europei di Villa S. Giovanni (Reggio Calabria) e i decreti di aprile sulla sperimentazione della cosiddetta “Y” del 3+2. Cioè sull’anticipo al primo anno della separazione tra chi potrà accedere alla laurea specialistica e chi, invece, resterà al palo. In uno di quei decreti c’era anche una norma che dirottava su Milano, dove Moratti correva da sindaca, gran parte (il 75%) dei 175 milioni di euro previsti. Mussi, che entro un mese fornirà un piano di interventi, sta girando gli atenei e punta a raddoppiare le risorse per ricerca e università oggi inchiodate all’1% del Pil. Le attese del “popolo dell’università di massa e della ricerca pubblica” sono tutte puntate all’abrogazione totale delle cosiddette riforme Moratti «ma anche a un ripensamento complessivo del 3+2, la riforma Berlinguer Zecchino», spiega Giulio Calella, responsabile del settore per i Giovani comunisti e co-autore di “Studiare con lentezza” (edizioni Alegre), analisi sulle trasformazioni del soggetto studentesco e sulle rivolte recenti in Italia e in Francia. Proprio dagli atenei, in cui il 50% dei docenti è ormai precario, s’è mosso uno dei movimenti più forti contro il precedente governo e contro il “processo di Bologna”, cioè il sistema europeo di riforme liberiste dell’università decollato negli anni ’90 da un summit di 30 ministri proprio nel capoluogo emiliano, sede di una delle più antiche cittadelle accademiche. Tra gli animatori di quel processo c’era proprio Luciano Modica e la sua nomina, per alcuni, andrebbe a compromettere la discontinuità tanto auspicata da ricercatori, docenti e studenti.