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LEGGE MADIA Protesta a Roma dei precari Cnr: il governo assuma co.co.co e borsisti

Domani molti di loro saranno a Roma, davanti al ministero dell'Istruzione, a protestare.

04/10/2017
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Il Secolo XIX

FRANCESCO MARGIOCCO

L'ARTICOLO della legge Madia che stabilizza i precari della ricerca ha un che di beffardo, perché li stabilizza solo se hanno un contratto a tempo determinato e almeno tre anni di anzianità. I precari hanno mediamente ben più di tre anni di anzianità,e nessun contratto a tempo determinato. Lavorano come assegnisti, co.co.co, borsisti. In una parola, sono parasubordinati. Domani molti di loro saranno a Roma, davanti al ministero dell'Istruzione, a protestare. «Chiediamo che il governo finanzi l'assunzione dei precari della ricerca. Di tutti però», chiarisce Elisabetta Schiano, ricercatrice e sindacalista Cgil. Nel solo Cnr di Genova i ricercatori precari sono 80 su 300, il 40% della forza lavoro. «Cosa aspetta il governo a stanziare le risorse necessarie per la stabilizzazione dei precari, anche di quelli che non hanno un contratto a tempo determinato e lavorano con assegni di ricerca o simili?», si chiede Chiara Gambardella, ricercatrice precaria all'Istituto di scienze marine del Cnr. «Qui a Genova siamo la maggioranza, una cinquantina». La legge Madia per la stabilizzazione dei precari stabilizza chi ha maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi. A chi non ha un contratto a tempo determinato ma solo un assegno di ricerca o una collaborazione, la legge Madia offre la possibilità di un concorso, con eventuale riserva del 50% dei posti. Offerta che però esiste solo sulla carta perché il governo si è dimenticato di dar seguito alla legge e i concorsi sono bloccati i attesa di fondi. «Domani dice Schiano saremo a Roma proprio per questo».