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«Laurea abilitante per i prof»

Intervista a Lucia Azzolina (M5S), sottosegretario all’Istruzione

16/12/2019
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Il Sole 24 Ore

Eu. B.

Avere in cattedra persone che a 21-22 anni decidono di fare l’insegnante come decidono di fare il medico, l’avvocato o l’ingegnere. Nell’interesse degli studenti che avrebbero docenti più giovani e più motivati, se possibile pagati meglio. Senza avere paura della meritocrazia, che «non è una parolaccia per la politica né per la scuola». È uno degli obiettivi «di legislatura» che Lucia Azzolina (M5S), sottosegretario all’Istruzione, indica al governo. Andando oltre le sanatorie e scommettendo su una nuova laurea abilitante per i prof che consenta di accedere ai futuri concorsi ed essere assunti.

Uno dei collegati alla manovra deve rimettere mano all’abilitazione degli insegnanti. C’è già un’idea?

Penso a una laurea triennale per imparare i fondamenti della disciplina A cui aggiungere una laurea specialistica abilitante per chi decide di insegnare. Perché non si può decidere di fare l’insegnante da giovane come accade per altre professioni? Per me è inconcepibile iniziare a farlo a 50 anni. Ma serve un percorso certo per arrivarci.

Di che triennale si tratta?

Di una laurea disciplinare uguale per tutti. Ad esempio, se voglio fare l’insegnante di matematica comincio a prendere una laurea triennale standard come la prendono anche gli studenti che non vogliono insegnare.

E poi nella specialistica?

Nella specialistica abilitante non si continua a studiare la disciplina, ma come la disciplina va insegnata. Perché puoi anche avere delle conoscenze disciplinari ottime ma poi devi essere in grado di trasmetterle agli studenti.

Sarebbe a numero chiuso?

Si. Me la immagino collegata alle esigenze di programmazione: quanti insegnanti andranno in pensione, quanti ne servono, dove. Con una visione di lungo periodo. Per non ripetere l’errore fatto in passato di guardare a quanti insegnanti sarebbero serviti da lì a 20 anni e in quali materie.

Ci sarà anche un percorso in classe? Di quanti mesi?

Non ho ancora pensato a quanto ma sicuramente una parte di formazione deve essere di tirocinio nelle scuole. Affiancati da un docente tutor. Ma è chiaro che questo progetto va sviluppato parlando bene con i docenti e con le università. Perché poi bisogna livellare i settori scientifici disciplinari e le classi di concorso.

Userete il Ddl collegato alla manovra?

La sede va ancora decisa ma lo strumento potrebbe essere quello. Dopo aver fatto una verifica politica. Chiaramente sto parlando di un’operazione pro futuro, senza ledere i diritti di chi oggi sta facendo un concorso.

Con che tempi?

Ci lavoreremo da gennaio, subito dopo la legge di bilancio. Ma è un percorso lungo e per arrivarci deve durare il governo. Per cui immagino un percorso di legislatura. Io voglio un ministero che funzioni in primis per gli studenti, perché se lavoriamo bene per loro lavoriamo bene per il paese.

La nuova abilitazione che cosa garantirebbe agli studenti?

Di avere insegnanti motivati e se possibile pagati anche di più. Questo sistema può essere un modo per riconoscere finalmente la professionalità dei docenti. Va capito in questo paese che i docenti formano i cittadini e che in base a come li formano il paese può cambiare.