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La scuola apre le porte per le vacanze di Natale

Giochi, laboratori e lettura. L’esperimento in tre città, autogestito dai genitori. Boom di richieste ma c’è chi critica: le feste si passino in famiglia

24/12/2017
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la Repubblica

Ilaria Venturi

Giochi, laboratori e lettura. L’esperimento in tre città, autogestito dai genitori. Boom di richieste ma c’è chi critica: le feste si passino in famiglia

Sono cominciate le due settimane di vacanza, anzi no. La scuola riapre già tra tre giorni. Non per lo studio, si faranno laboratori, tra teatro e fumetti, e mini gite. Soprattutto, non si starà soli a casa davanti alla tv e ai videogiochi mentre i genitori sono in ufficio. L’ultima frontiera delle scuole aperte è a Natale. Dopo il piano del Miur per attività nelle aule durante l’estate, la nuova pausa dalle lezioni riaccende il dibattito sui figli da seguire in un contesto sociale dove è sempre più difficile conciliare tempi di vita e di lavoro. A muoversi sono i Comuni e gli istituti in ordine sparso. Ma anche i genitori.

Un nuovo bando è uscito a Roma: otto primarie aperte dalle 8 alle 16.30 dal 27 dicembre al 5 gennaio, festivi esclusi. Appena messo fuori l’avviso, all’istituto Valente è arrivato il doppio delle richieste per 25 posti. « ? il segnale che abbiamo risposto a un bisogno reale, un servizio indispensabile per le famiglie più disagiate: non tutti hanno le ferie e chi non ha i nonni o non può permettersi una babysitter non sa come fare. L’alternativa è che i bambini rimangano soli a casa — osserva la preside Maria Rosa Lauricella — La scuola non può far finta di non vedere. Dobbiamo dare risposte e di qualità, come questa » . I bidelli fanno lo straordinario, in classe entreranno educatori ed operatori qualificati, il pranzo è al sacco, il servizio è gratuito. Gli istituti ricevono tremila euro dall’amministrazione per progetti pensati da insegnanti e presidi, altra cosa dai centri invernali, ma che vanno nella stessa nella stessa direzione: scuole aperte per ferie. E che sia la strada giusta non ha dubbi il pedagogista Daniele Novara: «La scuola deve essere comunità di apprendimento, spazio dove bambini e ragazzi fanno esperienze per la loro crescita, anche a Natale e in estate. Non abbiamo bisogno di creare separazioni di calendario, è un vecchio modello che non ha più senso. Per cambiarlo occorre però un’altra scuola: non quella delle interrogazioni e delle note, ma delle esperienze creative». Milano aveva fatto da apripista nel 2010, esperienza oggi non più riproposta. Il Comune di Brescia debutta accogliendo gli alunni in questo periodo in due materne e due primarie: 10 euro al giorno, con la mensa. A Udine i genitori riaprono la primaria Alberti. Lo chiamano welfare di comunità e ne vanno fieri: « Tutti noi vorremmo stare a casa coi figli, ma devi fare i conti con l’impossibilità farlo. Così abbiamo costruito un’alternativa: i bambini tornano a scuola con gli educatori per attività ludiche, noi pensiamo alle pulizie».

Esperienze che per Angela Nava Mambretti, del coordinamento genitori democratici, devono avere regole chiare. «Capiamo il bisogno, inascoltato, dei genitori — spiega — ma ancora una volta la scuola supplisce ad un welfare che non è generoso con le famiglie ». Contrario è Antonio Affinita del Moige, il movimento dei genitori: «Bene l’apertura in estate, ma un periodo circoscritto come il Natale non giustifica l’invasione della scuola in uno spazio educativo che deve rimanere alla famiglia» . Un dibattito che va di pari passo con quello su negozi e iper h24 e che esige una doppia lettura per la pedagogista Mariagrazia Contini: « Le scuole devono diventare luoghi aperti, offrire opportunità: è uno spreco tenerle chiuse. Altro è invece una riflessione più profonda sul modello di vita che vogliamo, sul lavoro che è diventato un privilegio e non più un diritto».