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La Repubblica - Dai cicli agli esami Dai cicli agli esami

Dai cicli agli esami C Per ora qualcosa è cambiato solo per l'istruzione privata il caso MARIO REGGIO ROM...

12/11/2001
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la Repubblica

Dai cicli agli esami
C

Per ora qualcosa è cambiato solo per l'istruzione privata
il caso

MARIO REGGIO


ROMA - Il Moratti pensiero? Un rebus. Solo un'intervista a Famiglia Cristiana in agosto, per il resto risposte flash ai telegiornali, due interventi scritti e due apparizioni pubbliche al meeting di Comunione e Liberazione e di fronte alle famiglie cattoliche. Un po' poco in mesi in cui sta accadendo di tutto.
Partiamo dalla riforma dei cicli. È stato uno dei cavalli di battaglia del centrodestra in campagna elettorale: si torna ai 5 anni di elementari e 3 di medie, cancelleremo la scuola di base di 7 anni. E via di questo passo. In segreto il ministero sospende il regolamento di attuazione, lasciando la legge ormai inerte nei cassetti. Passano quattro mesi e la commissione voluta dalla Moratti, è ancora al lavoro. S'ipotizzano due canali: a 12 anni, 11 per chi ha frequentato le materne, scegliere se proseguire con liceo o scuola professionale. Le superiori passano a 4 anni, ma il classico, forse, rimane a cinque.
In pieno agosto scoppia l'emergenza docenti e il ministro se la gioca bene: "Basta con il balletto delle supplenze, l'anno scolastico deve partire in perfetto orario". Mette sotto pressione provveditorati e direttori regionali: il 15 settembre 60mila posti sono assegnati. Piovono i ricorsi, mancano i docenti di sostegno agli handicappati. Grazie al raddoppio di punteggio dei docenti delle private 12mila passano di ruolo nella scuola pubblica. Il 29 ottobre il ministro ci mette una pezza: con una circolare autorizza le scuole private ad assumere docenti senza abilitazione. Peccato che la legge di parità, approvata nella scorsa legislatura, la ponga tra le condizioni che impediscono il riconoscimento della scuola privata. Niente problemi, il messaggio è passato: l'anno scolastico è iniziato regolarmente. Migliaia di genitori non sono d'accordo, ma non fanno notizia.
Al Meeting di Cl in agosto il ministro ribadisce: la scuola pubblica non può avere il monopolio. La Chiesa e Cl s'aspettano molto, ma i conti non tornano. Durante la preparazione della finanziaria, trapela la notizia che 100 miliardi, destinati dal governo Amato alle materne non statali, sono stati dirottati. Immediate proteste e retromarcia. Intanto proliferano le commissioni di studio. L'Istituto nazionale di valutazione cambia vertice: se ne va Benedetto Vertecchi, subentra Giacomo Elias e annuncia un sondaggio in 1.500 scuole. Vertecchi commenta: "Nessuna validità scientifica". Nasce la commissione sulla deontologia del docente presieduta dal cardinale Tonini fra le critiche dal mondo laico. C'è poi una commissione per la riforma dell'esame di maturità. Avrebbe intenzione, oltre alla conferma delle commissioni composte per intero da membri interni e un presidente esterno per ciascun istituto, di abolire la prova orale e di affidare quelle scritte direttamente alle commissioni.
Ultimo atto, Finanziaria. Oltre alle scarse risorse è prevista la non sostituzione dell'insegnante in malattia fino a 30 giorni d'assenza. Dopo le proteste, il periodo è ridotto a 15 giorni, ai docenti che passeranno da 18 ore d'insegnamento settimanale a 24 verranno pagati gli straordinari. La Moratti promette 210 miliardi per il 2002, 700 per quello successivo e 1.400 nel 2004. Il governo Amato ne aveva stanziati 1370 per il 2001, 1.800 per il 2002 e 2000 per l'anno successivo. Cisl, Uil e Snals accettano. Cgil, Cobas, Gilda e Unicobas non ci credono