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La prof insegna all'aperto e si schiera con gli studenti "Siamo uniti dal disagio"

Si allarga l'iniziativa "Schools for future" con le lezioni seduti a terra davanti agli Istituti Oggi a Firenze Maria Angela Vitali parlerà di fisica ai suoi alunni: "E' una azione simbolica"

17/11/2020
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La Stampa

Elisa Forte

C'è la storia, quella di un'insegnante che a 60 anni dopo 32 di docenza ha deciso di partecipare al cantiere dove costruire la scuola nel tempo buio del Covid. C'è la geografia: Firenze oggi, dove la professoressa Maria Angela Vitali, parlerà di fisica termodinamica e della legge di Stefan-Boltzmann davanti all'ingresso al liceo scientifico "Guido Castelnuovo". In altre città, venerdì gli studenti hanno dato vita agli Schools for future: hanno seguito le lezioni seduti a terra davanti ai loro Istituti. E c'è il diritto, anzi i diritti: quello all'istruzione e quello alla salute. Vitali racconta di «non essere avvezza a manifestazioni del genere» ma in queste settimane «non è riuscita a togliersi dalla testa la foto del bambino con grembiule e cartella, seduto davanti al portone chiuso dell'Istituto scolastico "Matteo Mari" di Salerno». «Sono rimasta molto colpita e mi sono chiesta: sono i più piccoli che devono protestare? O dovremmo farlo noi adulti? I grandi che fine abbiamo fatto? Come docente chiedo che le parole si traducano in fatti. Se i giovani sono così importanti, ora il governo lo dimostri con i fatti».

Dopo i Schools for future ecco i Teachers for Future. Sono organizzati da "Priorità alla Scuola", il movimento fondato da Costanza Margiotta, docente di Filosofia del diritto a Padova. La riapertura e il rilancio della scuola saranno i temi di un calendario di appuntamenti settimanali che coinvolgono studenti, genitori e docenti. Il movimento nato ad aprile prova a scrivere una nuova grammatica dell'istruzione. E intanto cresce rapidamente e ha già referenti in 15 città italiane. «I presìdi didattici – spiega Margiotta - si estenderanno in altre città e diventeranno appuntamenti fissi per manifestare contro la chiusura delle scuole, ma pacificamente e legalmente perché sono autorizzati dalle questure e nel rispetto delle regole anti-Covid». Docenti disobbedienti, che meriterebbero di finire dietro la lavagna? «Siamo docenti e basta. Io oggi farò l'insegnante all'aperto, davanti alla mia scuola. Punto. Non mi sembra di fare nulla di straordinario. Voglio solo manifestare il mio disagio e quello dei miei studenti», dice Vitali. E quando parla e annuncia la sua battaglia colpiscono la sua pacatezza e la sua determinazione.

Mica sembra una rivoluzionaria la professoressa Vitali. Anzi, tutt'altro si penserebbe vista l'anzianità di insegnamento, il prossimo traguardo della pensione. «Ci sarà un gruppo ristretto di 5 studenti mentre tutti gli altri seguiranno a distanza: verranno quelli che abitano nelle vicinanze e finita l'ora torneranno a seguire le lezioni da casa. E' un'azione simbolica che ripeterò perché per me ha un grande valore». Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico ha dichiarato che «i vantaggi di tornare in classe superano di gran lunga il basso rischio di contagiarsi e le scuole possono intervenire per ridurre ulteriormente i rischi». «I dati dei contagi nelle scuole perché non li condividono con noi per ragionarci con i nostri studenti? Al liceo studiamo statistica e riferimenti oggettivi sarebbero utili», sottolinea.A 160 chilometri da Firenze, a Faenza anche la professoressa Gloria Ghetti nel cortile del liceo Torricelli Ballardini terrà una lezione sul trattato di Versailles. «Era prevedibile la seconda ondata e i nostri ragazzi stanno pagando per i disservizi della sanità e dei trasporti. Il Governo e le Regioni cosa stanno facendo per la riapertura?». Davvero questa sembra una vicenda che si può raccontare con le materie: la storia, la geografia, il diritto, la grammatica. Sembra una pagella. E chissà che voti darebbero al governo le professoresse di "Priorita alla Scuola". —


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