FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3765095
Home » Rassegna stampa » Nazionale » La Padania - la devolution sale in cattedra

La Padania - la devolution sale in cattedra

Oggi si discute in Cdm la riforma Moratti La devolution sale in cattedra di Simone Girardin Roma Il sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea, intervenendo ieri a Roma al convegno dell'Anc...

01/02/2002
Decrease text size Increase text size
La Padania

Oggi si discute in Cdm la riforma Moratti
La devolution sale in cattedra
di Simone Girardin
Roma
Il sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea, intervenendo ieri a Roma al convegno dell'Anci e dell'Upi sulla riforma scolastica (la cui legge approderà oggi in Consiglio dei Ministri), ha parlato dell'intenzione di istituire un tavolo permanente Stato-Regioni per affrontare il trasferimento alle Regioni degli istituti professionali. Il sottosegretario si è preoccupata della spendibilità e validità dei titoli di studio che le Regioni dovranno garantire e su questo ha chiesto collaborazione. Di contro, questo intervento non ha ottenuto il favore del pubblico di addetti ai lavori ma fatto sta che l'intenzione del governo è quella di devolvere alle Regioni le competenze e le risorse scolastiche. "Ci siamo lasciati alle spalle il concetto ottocentesco di obbligo scolastico - ha voluto ribadire il sottosegretario durante il suo intervento al convegno - e lo abbiamo sostituito con quello di diritto-dovere all'istruzione e alla formazione professionale".
Aprea ha poi aggiunto che per evitare una dispersione scolastica e garantire questo concetto, sarà necessario pensare nuove norme. La durata di questo diritto-dovere, ha sottolineato, dovrà arrivare ai 12 anni, "ovvero fino al conseguimento di un titolo di studio, sostenendo i giovani fino ad un reale inserimento nel mondo del lavoro e magari anche dopo".
Ma di scuola e formazione non ha parlato soltanto il sottosegretario Aprea. Anche il Papa ha lanciato il suo monito e lo ha fatto all'inaugurazione del decimo anno accademico dell'Università di Roma tre: "Nella cultura non ignorate la fede". Gli ha fatto eco il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti che ha rassicurato: "La mia è un'università che mette al centro la persona". E' comunque la prima volta, nel suo lungo pontificato, che il Papa partecipa all'inaugurazione di un anno accademico in un'Università statale. Se ha scelto di intervenire, è per sottolineare come la cultura non debba mai essere disgiunta alla fede. Il Papa non lo dice ma pensa alla capacità delle grandi istituzioni universitarie cattoliche di saper legare intimamente questi due aspetti. "Compito essenziale delle università - dice Papa Wojtyla - è quello di essere palestra nella ricerca della verità: dalle più semplici a verità più articolate fino a quelle più profonde. L'umanità ha bisogno di cattedre e di verità, e se l'Università è una fucina del sapere quanti vi operano non possono che avere come bussola del proprio agire l'onestà intellettuale, grazie alla quale è possibile scevrare il falso dal vero". E ha ricordato come l'uomo viva una vita veramente umana grazie alla cultura, e come "cultura e culture non devono porsi in contraddizione tra loro". "L'Europa di oggi - ha invece detto la Moratti - affonda le sue radici nell'umanesimo cristiano, fondato sulla visione di una società centrata sulla persona, sui suoi diritti inalienabili, sui valori della giustizia e della pace".
Dopo aver ripercorso brevemente il ruolo delle università nella scuola d'Europa il ministro si è rivolto direttamente agli studenti ricordando come "il mondo universitario abbia un compito decisivo nella costruzione delle società di domani, nel formare i giovani come persone libere e responsabili come cittadini e partecipi della vita sociale per la costruzione di un benessere realizzato con equità". E il governo ha decise intenzioni accompagnare la crescita di questa nuova università, una università nella quale devono essere posti al centro gli studenti come persone.