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La ministra Azzolina: «Andare a scuola è un diritto dei bambini Le paure sono infondate»

La responsabile dell’Istruzione, le precauzioni e i piani

07/02/2020
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Corriere della sera

Gianna Fregonara

«Creare allarmismi non serve. Abbiamo preso tutte le misure urgenti e rilevanti e stiamo lavorando bene con l’Istituto superiore di Sanità e con il ministero della Salute». La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è soddisfatta di come funzionari, presidi e insegnanti stanno affrontando l’emergenza Coronavirus nelle scuole italiane. «C’è molto senso di responsabilità».

E la lettera dei governatori leghisti che chiedono di tenere a casa tutti i bambini che sono tornati dalla Cina in questo periodo perché invece ritengono che tra i genitori ci sia ansia, incertezza e preoccupazione?

«Mi sembra che la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una scuola romana dove c’è una vasta comunità cinese abbia dato l’immagine precisa della fiducia e della responsabilità che ci sono nelle scuole, dove tutti hanno a cuore la salute dei bambini. Insomma ai bambini dico: andare a scuola è un vostro diritto. Se ci sarà bisogno di prendere ulteriori precauzioni lo faremo, ma ora la situazione è completamente sotto controllo».

Però avete pensato, l’altro ieri, di fare un monitoraggio, per sapere quanti studenti e professori di rientro dalla Cina ci sono.

«Certo, monitoriamo, senza creare allarmismi».

E lo studente 17enne rimasto bloccato a Wuhan, lo riporterete in Italia?

«So che la Farnesina se ne sta occupando».

La situazione è sotto controllo nelle classi, per quanto riguarda il virus, ma non nel rapporto tra lei e i sindacati: al secondo incontro è già guerra aperta, con uno sciopero generale proclamato per il 17 marzo.

«Io non ho litigato con nessuno e sono molto delusa. Sono ministro da tre settimane e ho scritto i bandi di concorso per assumere 70 mila insegnanti. E che cosa mi succede? Mi ritrovo che, durante un incontro ancora in corso, le agenzie “battono” la rottura tra me e i sindacati. Sto applicando il decreto scuola, non ho disatteso alcuna promessa, sto facendo un lavoro enorme, ma non posso dare le domande del test in anticipo come mi chiedono i sindacati: la prova del concorso sarà solo una ma seria».

Il concorso straordinario, cioè la sanatoria per 24 mila precari, è attesa da due anni.

«Quando sono arrivata qui al Ministero non c’era neppure il testo di un bando. Nei cassetti non c’era nulla. Eppure Bussetti aveva voluto la norma sui concorsi nella legge di Bilancio del 2018, poi nella campagna elettorale per le Europee aveva cambiato idea e bloccato tutto. E anche dopo non era stato fatto niente».

La rottura con i sindacati rallenterà i concorsi?

«Le porte del Ministero sono sempre aperte per chi vuole dialogare, ma i concorsi partiranno a breve».

Con il concorso sanatoria a settembre ci saranno «soltanto» 24 mila nuovi insegnanti, quest’anno i precari erano oltre 150 mila. A settembre ci ritroveremo con i presidi che cercano insegnanti su Internet?

Non ho litigato io con i sindacati

I concorsi? Quando sono arrivata al ministero non ho trovato nulla

«Già da quest’anno ci sarà la “call veloce”: significa che gli insegnanti che vogliono spostarsi in un’altra regione...»

Cioè andare dal Sud al Nord.

«Certo dove le graduatorie sono vuote: chi vuole un lavoro, può farlo. Purché si fermi lì per cinque anni».

Ci aveva già provato la riforma Renzi e fu un fallimento.

«Ricevo messaggi di insegnanti pronti a partire».

Dovrebbero essere migliaia, però. Quello che parte tra qualche settimana sarà l’ultimo concorso sanatoria, lo può promettere?

«La mia idea è di fare un concorso ogni due anni».

Na nessuno ci è mai riuscito finora.

«Io voglio fare una cosa che non è mai stata fatta: programmare».

Gli insegnanti aspettano il nuovo contratto, lo avranno entro l’anno?

«Spero proprio di sì».

Conferma i 100 euro di aumento promessi dal suo predecessore Fioramonti?

«Non prometto se non sono sicura di ciò che dico. C’è già uno stanziamento importante in legge di bilancio, a cui si aggiungerà il taglio del cuneo fiscale. Sarà un buon rinnovo».


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