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La corsa a ostacoli del concorso prof. Giannini: «Prove tra marzo e aprile»

Il bando era previsto entro dicembre ma il Miur ha consegnato solo oggi il regolamento al Consiglio superiore dell’istruzione: 8 quesiti per lo scritto (due in lingua straniera), lezione simulata all’orale. Il rebus della riforma delle classi di concorso venerdì in Cdm

14/01/2016
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Corriere della sera

E’ il primo passo per sbloccare il bando per il prossimo concorso per insegnanti: approderà in Consiglio dei ministri venerdì 15 gennaio il regolamento sulle classi di concorso, un nodo cruciale per poter definire i dettagli della selezione che recluterà 63.712 docenti, tra cui 52.828 su posti comuni, 5.766 su posti di sostegno e 5.118 su posti di potenziamento. Questo significa che «tra marzo e aprile ci sarà il concorso per professori», assicura la ministra Stefania Giannini, per coprire i posti lasciati vacanti e disponibili nel corso del prossimo triennio, 2016-2018. Anche se il calcolo dei tempi è ancora adesso complicato. Il nuovo regolamento, che prevede l’accorpamento di diverse classi e ne introduce nuove, dovrà poi ricevere sia il visto del presidente della Repubblica che quello della Corte dei conti. Il primo è un parere formale, dunque probabilmente rapido, il secondo passaggio invece può richiedere fino a trenta giorni. C’è anche un altro parere, non vincolante, che dovrà essere apposto sotto il decreto sulle modifiche alle classe di concorso e sulle prove di esame per il concorso a cattedra. E’ quello del Consiglio superiore della pubblica istruzione, che si è insediato finalmente martedì dopo oltre un anno di stop, e che avrà tempo fino al 28 gennaio per potersi esprimere. Quando arriverà, il bando sarà in ogni caso in ritardo: secondo quanto prescritto dalla legge 107, doveva essere emanato entro il 1° dicembre.

Nodi tecnici e politici ancora da risolvere

Ma sono stati tanti i dettagli da dover definire per un bando atteso con ansia da almeno duecentomila insegnanti abilitati, molti dei quali rimasti fuori dall’ultimo piano di assunzioni. Non solo aspetti tecnici, ma molti squisitamente politici, per non scontentare la platea di precari che ha acquisito esperienza in cattedra e che spera di vederla riconosciuta, per conquistare un posto a tempo indeterminato nella scuola. E infatti uno dei criteri di attribuzione dei punteggi prevede proprio un bonus per chi ha già lavorato almeno trentasei mesi: si tratta di circa 25 mila prof che, forti della sentenza della corte di Giustizia europea, scalpitano per entrare. Non ci sarà alcuna preselezione, per alcun grado di istruzione, smentendo quindi le ipotesi circolate nelle prime ore che avevano sollevato proteste di presunte discriminazioni. Tutti gli insegnanti candidati dovranno invece sottoporsi a 8 quesiti a risposta aperta per la prova scritta, di cui due formulati in lingua straniera. E poi avranno 45 minuti a disposizione per la prova orale, che prevede una lezione simulata e «interlocuzioni con il candidato da parte della commissione sui contenuti della lezione anche ai fini dell’accertamento della lingua straniera».