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L’università apre le porte ai prof di scuola: corsi online gratis per tutti

Decollano i Mooc (massive open online courses) per gli insegnanti: dalla geometria alla «flipped classroom», così possono imparare nuove metodologie didattiche

13/01/2016
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Corriere della sera

Formazione, formazione, formazione. Per tenersi aggiornati, affrontare nuovi temi o riprendere in mano quelli studiati troppi anni fa, gli insegnanti stanno scoprendo i Mooc (Massive Online Open Courses), corsi universitari online, a libero accesso (open) e rivolti a una platea sconfinata di utenti (massive).

Lezioni via web

Tradizionalmente, gli studenti si registrano, seguono sul web lezioni - che spaziano dalla genetica alla letteratura, alla matematica finanziaria - erogate da diverse università di tutto il mondo; e interagiscono con strumenti come forum, quiz ed esercizi in tempo reale. Nato nel 2008, il fenomeno si è diffuso fino a raggiungere il suo picco nel 2012, anno di nascita di alcune delle principali piattaforme (come Coursera e edX) e delle partnership con istituzioni del calibro del Mit di Boston, Harvard, Stanford e Duke University. Tra i milioni di utenti (dodici al mese solo quelli di Coursera, cui si aggiungono gli utenti di piattaforme come Khan Academy o Future Learn), sempre più numerosi i docenti. Soprattutto da quando le nuove tecnologie si sono insediate tra i banchi, lasciando allo zelo dei singoli la capacità di dominarle.

«To flip or not to flip»

Da un sommario censimento dei corsi disponibili online, risulta infatti che i più apprezzati dagli insegnanti italiani sono quelli relativi al potenziamento delle competenze didattiche digitali. È così per esempio per uno dei nuovi Mooc del Politecnico di Milano, che sul portale dedicato (www.pok.polimi.it), nato a giugno 2014 - che offre corsi online dalle soft skills alla fisica sperimentale, gratuiti e aperti a tutti e conta più di 17mila iscritti e 26mila visite - sta per lanciare un corso dal titolo «To flip or not to flip», dedicato a quella metodologia della «Flipped Classroom», che sta suscitando grande interesse a livello mondiale. Il corso, in inglese, della durata di quattro settimane, è pensato per favorire gli scambi dei docenti italiani con colleghi internazionali che potranno comprendere attraverso esempi concreti e disquisizioni teoriche, i benefici del ribaltamento delle modalità di utilizzo dei tempi di studio tra casa e scuola. Sulle abilità richieste agli insegnanti del XXI secolo si focalizza un corso organizzato da Coursera in partnership con l’università di Melbourne. E in ottobre si è svolto il primo corso (cinque settimane con un impegno stimato in tre ore settimanali) aperto online del progetto europeo MENTEP, dedicato al potenziamento delle competenze didattiche digitali dei docenti europei, organizzato da Indire in collaborazione con EUN (European Schoolnet), la rete di 31 Ministeri dell’Istruzione europei. Il programma riservava uno sguardo particolare agli strumenti per la valutazione delle competenze digitali, prendendo il via dalle esperienze concrete di insegnanti che utilizzano con successo la tecnologia a supporto della loro attività didattica.

La Geometria in rete

Ma i Mooc, che in Italia hanno attecchito in grossi centri accademici come Sapienza, Luiss, Federico II di Napoli, Bocconi e Bicocca, sono proposti anche con l’ambizione di «svecchiare la didattica» e contribuire così anche a ridurre il tasso di abbandono. È l’obiettivo dichiarato del MOOC di Geometria del Politecnico di Torino, erogato attraverso la piattaforma Di. Fi. Ma. Un corso, si legge sulla pagina introduttiva, «disegnato per la formazione dei docenti di scuola secondaria di primo e di secondo grado». «Una proposta pioniera in Italia, ma già molto diffusa in altri paesi e si fonda sulla ricca esperienza del Master Formatori in Didattica della Matematica dell’Università di Torino».

Corsi gratis per tutti

Insomma, con i corsi «di massa» online non si spende per i trasferimenti, le lezioni sono pressoché gratuite o comunque costano pochi euro (o dollari che sia) e ci si può organizzare come meglio si crede, non essendoci problemi di orario. Quello che si ottiene alla fine, però, non è (sempre) un diploma ma un certificato, che riconosce comunque il fatto di aver seguito il corso. «Un riconoscimento importante per i docenti che seguono i nostri corsi del comparto pedagogico», dice Marco Calise, responsabile scientifico di «Federica.eu», il portale di Web Learning interamente dedicato ai Mooc, della Federico II di Napoli, uno degli Atenei più antichi del mondo. Sulla piattaforma, tutta italiana, le materie disponibili sono le più varie: si va dalla matematica al greco antico, dalla medicina alla storia del giornalismo: corsi per un pubblico vasto, di studenti, laureati, docenti. Quello più seguito dai prof è il corso di Psicologia dell’apprendimento. Mentre nell’offerta dell’Università di Ferrara (su «Ruiap», il portale per il «distant learning») compare un corso dedicato al «Riconoscimento delle competenze e validazione degli apprendimenti pregressi».

Master a pagamento

Poi ci sono i master più classici, come quello - molto quotato - organizzato da Antonio Calvani, Ordinario dell’Università di Firenze: riservato ai docenti, è erogato in modalità e-learning e approfondisce «Le nuove competenze digitali: open education, social e mobile learning». Solo 50 i posti disponibili, costo intorno ai 2mila euro, dura un anno e assicura 60 crediti formativi universitari. Meno di un tradizionale master e comunque online. Ma non è più «massive», ed è tutta un’altra storia.


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