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L'organico anti-Covid è pronto. Sostituzioni rapide in un giorno

La ripartizione regione per regione dei fondi premia il sud

11/08/2020
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ItaliaOggi

CArlo Forte

Saranno spesi 880 milioni di euro per assumere circa 50 mila unità di personale docente e Ata e contenere il contagio da Covid-19 alla ripresa delle lezioni. Il contingente sarà impegnato per ridurre il numero di alunni per classe lì dove non fosse possibile garantire parametri di sicurezza, quelli previsti dal Protoccollo per il distanziamento sociale. E 98 milioni di euro saranno accantonati per provvedere alle eventuali sostituzioni. È questo il budget messo a disposizione dal governo per finanziare l'organico aggiuntivo anticoronavirus. Lo prevede il decreto approntato dal ministero dell'istruzione (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi del 7 agosto) per dare esecuzione alle misure contenute nell'ordinanza 83 del 5 agosto scorso, che dà attuazione a sua volta alle misure previste dall'articolo 231-bis, comma 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. L'ordinanza prevede che i contingenti aggiuntivi saranno finanziati al 50% in base al numero degli alunni frequentanti le scuole di ogni e grado delle singole regioni. Mentre il restante 50% in relazione alle richieste avanzate dagli uffici scolastici regionali sulla base delle necessità prospettate dai dirigenti scolastici. Per lo stesso personale è prevista la sostituzione con un solo giorno di assenza, misura che si è resa necessaria per rispondere alla necessità di assicurare la didattica e la vigilanza.

Il decreto, d'intesa con il Mef, reca il prospetto delle somme di spettanza delle varie regioni. La determinazione delle risorse economiche necessarie è stata calcolata seguendo due criteri differenti: il primo è esclusivamente oggettivo (il numero degli alunni frequentanti); il secondo, invece, è in parte discrezionale, in quanto basato essenzialmente su valutazioni effettuate a livello periferico. Valutazioni che fanno riferimento alla capienza delle aule e, quindi, alla rispondenza del rapporto alunni/area netta disponibile con le regole generali. Che prevedono 1,80 metri quadri netti per ogni alunno nelle classi di scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado e di 1,96 metri quadri nelle secondarie di II grado. Rapporto che comprende anche il docente o i docenti della classe di riferimento e rispetta anche il metro di distanza «tra le rime buccali» dei medesimi. La tabella allegata al decreto, peraltro, fotografa indirettamente la situazione degli immobili adibiti a scuole nell'intero paese.

E pone in evidenza il divario Nord-Sud in maniera eclatante. Paradigmatico il caso della Calabria che, pur incidendo solo per il 3,6% nel rapporto tra il numero di alunni e l'entità del finanziamento, incide sulla seconda quota di finanziamento nell'ordine del 14,5%. Un dato secondo solo a quello della Campania (14,9%) che, però, incide sulla restante somma, derivante dal parametro del numero degli alunni, nell'ordine dell'11,2%.

Per contro, la Lombardia, a fronte di un'incidenza del parametro alunni nell'ordine del 15,7% in riferimento al parametro dei fabbisogni in termini di organico aggiuntivo anti-Covid, agisce solo nell'ordine del 6,6%. Idem il Veneto: 7,8% per gli alunni e 4,6% per il reale fabbisogno. Il fenomeno si spiega tenendo conto della conformazione dei territori e dello stato del patrimonio edilizio locale. A differenza della Lombardia, caratterizzata da un territorio densamente popolato e da un patrimonio edilizio più adeguato alle necessità dell'utenza, la Calabria è caratterizzata da un basso indice di densità della popolazione e da una parcellizzazione del territorio in piccoli comuni. Ciò determina, a fronte di un'edilizia vecchia e non adeguata, le maggiori richieste da parte dei dirigenti scolastici. Fenomeno che si avverte meno nell'interno, laddove il calo demografico ha determinato in molti casi la sopravvivenza dei plessi scolastici ubicati nei piccoli paesi con pluriclassi non solo nelle scuole primarie, ma addirittura anche nella scuola media. Come per esempio in Basilicata, dove il parametro alunni e il parametro dei fabbisogni sostanzialmente si equilibrano: 1% per gli alunni e 1% per il fabbisogno aggiuntivo.

Quanto alle cifre in senso stretto, a guidare la classifica è la Campania, alla quale andranno poco più di 114 milioni di euro, al secondo posto la Lombardia con 98 milioni di euro e al terzo posto il Lazio con 92 milioni. Ultime in classifica l'Umbria, la Basilicata e il Molise, regioni alle quali andranno, rispettivamente, 12, 8,6 e 3,6 milioni di euro. Il dato complessivo è la somma di un primo finanziamento, pari a un terzo della spesa complessiva che sarà erogato alle regioni per fare fronte alle necessità dei primi 4 mesi di scuola da settembre a dicembre 2020. E di un secondo stanziamento che sarà liquidato, sempre alle regioni, per coprire le necessità della restante parte dell'anno scolastico. Le somme sono state calcolate sulla base del costo di un'annualità di retribuzione per ognuna delle figure professionali coinvolte nelle assunzioni aggiuntive. Ma il prospetto non reca rigidamente le somme da destinare alle varie tipologie di personale. Ad ogni buon conto i parametri di riferimento sono stati individuati nelle retribuzioni iniziali dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado e dei vari profili professionali del personale Ata.