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L’integrazione stralciata …

di Pippo Frisone

01/12/2015
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ScuolaOggi

Nell’as 2000/01  gli alunni con cittadinanza non italiana erano appena il 3,03% della popolazione scolastica in Lombardia . Nel 2006/07 raggiungono la cifra di 107.746 unità,  pari al 10.07% del totale degli alunni, triplicandosi nel giro di soli 5 anni. Le etnie presenti  erano 169 su un totale di 194 presenti in italia.  

 A Milano il gruppo etnico più numeroso proveniva dall’Ecuador con 4.515 alunni, seguito dall’Albania con 3.948, dal Perù con 3,869, dalle Filippine 3.745, dalla Romania con 3.525, dal Marocco 3.194, dalla Cina con 2.792, dall’Egitto con 2.665 e poi dal Brasile 960, dall’Ucraina 834. La provincia di Milano (con Monza) coi suoi  41.881 alunni stranieri, al 10,20%, si collocava al quinto posto a livello lombardo,  preceduta da Mantova, prima in assoluto, col suo 14,5%.

Il 54% dei progetti sugli stranieri erano rivolti alla scuola primaria, il 30% alle medie e il 15% alle superiori.   Il 6,7% delle scuole lombarde aveva in quegli anni una  presenza  straniera  pari o superiore al 25%.                    I progetti sull’integrazione, ridotti sempre più rispetto all’ultima decade degli anni novanta, erano circa 900 ai quali venivano assegnati  dall’Usr, tra risorse intere e mezzi post,i circa 230 posti aggiuntivi di cui 94 a Milano. Nel 2015/16 gli alunni stranieri in Lombardia raggiungono in totale 181.972 unità,  di cui 6.458 nuovi ingressi e 2.188 nomadi. A Milano con Monza  risultano inseriti in tutti gli ordini e gradi di scuola 71.368 alunni stranieri di cui 2.524 nuovi ingressi e 914 nomadi. Quasi il doppio  rispetto al 2006/07 Progetti per l’integrazione previsti su Milano, appena 20, poi assorbiti nel cosiddetto organico potenziato dell’autonomia.!!  L’integrazione degli alunni stranieri non compare più nemmeno tra le priorità strategiche né tra gli ambiti d’intervento dell’USR Lombardia né in termini di progetti né di risorse dedicate.

L’anno scorso si parlava esplicitamente di azzeramento delle risorse destinate all’integrazione degli stranieri. Nell’arco di 10-15 anni  si è passati dal considerare il fenomeno  dell’integrazione stranieri  una vera e propria emergenza che investiva soprattutto il ciclo dell’obbligo cui destinare progetti e risorse aggiuntive significative, formando i docenti anche in stretto rapporto con l’Università, alla progressiva ma inesorabile logica dei tagli che non potevano non colpire  quelle poche risorse aggiuntive destinate alle scuole sui progetti. Nelle scuole dell’Infanzia e della primaria sono oramai centinaia, le classi con prevalenza di alunni stranieri, di quattro cinque etnie diverse.!                                                                                                     Si fa un bel parlare poi di multiculturalismo, d’integrazione accogliente e di solidarietà ma senza risorse!     Si preferisce dare 500 euro ai giovani diciottenni da investire in cultura per combattere  il…terrorismo, come i 500 euro ai docenti per incentivare la formazione e aggiornamento. Nessuna visione d’insieme, nessun progetto unitario,collegiale di lungo respiro. Solo una sterile politica del fai-da-te e arrangiati !

                                          Le priorità nella progettualità dell’USR sono ben altre: prima e dopo l’Expo , le nuove tecnologie, la digitalizzazione,l’innovazione, la valutazione dei docenti e delle scuole…                           E nel frattempo all’integrazione degli alunni stranieri chi ci pensa ?                                                                   Non di sicuro il Miur né tantomeno gli USR.  Integrazione stralciata…                                                                                                                 Adesso che è stato assegnato l’organico potenziato, le scuole dovrebbero sbrigarsela da sole anche con gli alunni stranieri.                                                                                                                                                                  E’la solita arte italica d’arrangiarsi, del gioco delle tre carte, dove uno solo vince e due perdono  e che qualche politico del nuovo corso, in nome della buona-scuola , continua a scambiare con l’autonomia..