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Informatica, ingegneria ed economia lauree anti-crisi

XXIII Rapporto annuale di Almalaurea che è stato pubblicato venerdì e che, quasi fosse un “saturimetro”, prova a misurare l’ossigeno dei singoli corsi di laurea messi a dura prova dalla pandemia

21/06/2021
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Il Sole 24 Ore

Eugenio Bruno

I 500mila maturandi italiani, che in questi giorni stanno portando a termine l’esame di Stato e a breve dovranno scegliere la facoltà universitaria dei loro sogni (e bisogni), possono contare adesso su un aiuto in più rispetto agli Open day e alle giornate orientative dei mesi scorsi. Si tratta del XXIII Rapporto annuale di Almalaurea che è stato pubblicato venerdì e che, quasi fosse un “saturimetro”, prova a misurare l’ossigeno dei singoli corsi di laurea messi a dura prova dalla pandemia. In un contesto generale che vede l’occupazione dei laureati (su cui si veda il Sole 24 ore del 19 maggio) ridursi e le retribuzioni invece tenere, ci sono alcuni titoli che tengono più di altri: informatica, ingegneria industriale, economia oltre che medicina e farmacia. Come dimostrano anche le richiesta di curricula da parte delle aziende che, specie in alcuni ambiti, hanno già superato i livelli pre-crisi.

L’indagine di AlmaLaurea

Quest’anno le interviste raccolte dal consorzio interuniversitario che raggruppa 76 atenei hanno un valore forse maggiore del solito perché, riferendosi al 2020, intercettano per la prima volta gli effetti del Covid-19. Limitandoci in questa sede allo scenario offerto dai 110mila laureati del 2015 sondati a 5 anni dal titolo, la fotografia scattata da AlmaLaurea mostra come i gruppi in informatica e tecnologie Ict, ingegneria industriale e dell’informazione, economico e quelli del gruppo in architettura e ingegneria civile vantino le migliori performance occupazionali: per tutti il tasso di occupazione è ovunque superiore al 90 per cento. Laddove si colloca al di sotto della media per i “dottori” dei comparti arte e design, letterario-umanistico ed educazione e formazione (qui il tasso di occupazione è inferiore all’81%). Le stesse differenze le riscontriamo anche tra i laureati magistrali a ciclo unico, intervistati sempre a cinque anni dal titolo: quelli del gruppo medico e farmaceutico registrano un tasso di occupazione pari al 93,3%mentre i loro colleghi dell’ambito giuridico si fermano all’80 per cento.

Analogo lo spaccato retributivo. Tra i magistrali biennali sono di nuovo i laureati di informatica e tecnologie Ict e quelli del gruppo di ingegneria industriale e dell’informazione a poter contgtare su stipendi mediamente più alti (e pari, rispettivamente, 1.841 e 1.837 euro mensili netti). Mentre non arrivano a 1.300 euro gli ex studenti appartenenti ai gruppi psicologico, educazione e formazione nonché arte e design. A loro volta, tra i magistrali a ciclo unico primeggiano medici e farmacisti (1.789 euro), a dispetto di architetti e ingegneri civili o giuristi: i primi si fermano a 1.453 euro; i secondi a 1.477.

Le richieste delle aziende

L’indagine sulla condizione occupazionale dei laureati 2015 si ferma al 2020. Per sapere come sta andando quest’anno un ausilio aggiuntivo arriva dalle richieste delle aziende dei curricula contenuti nella banca dati di AlmaLaurea. Dopo il profondo rosso della primavera del 2020 la parziale e progressiva ripresa in atto da maggio in poi è proseguita nel 2021, nonostante le oggettive difficoltà legate alla terza ondata di Covid-19 nel nostro paese. Grazie anche ai progressi della campagna vaccinale le richieste di curricula sono diventate 117mila nel mese di marzo e 115mila a maggio. Assestandosi in entrambi i casi su valori superiori a quelli del 2019. Una risalita trasversale a tutti i tipi di corso (sia di primo sia, soprattutto, di secondo livello) e praticamente a tutti i gruppi disciplinari, in particolare economico-statistico, ingegneristico e scientifico. Senza dimenticare l’ambito medico: a quanto pare, la ricerca delle imprese e degli enti sanitari di figure professionali ad hoc, partita nelle prime fasi dell’emergenza pandemica del 2020, è ancora in atto.


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