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In migliaia a Napoli per dire no alla Gelmini

Grande partecipazione al corteo nazionale dei docenti precari contro la riforma della scuola

31/10/2010
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l'Unità

La protesta, se non la rabbia, contro una riforma della scuola che appare piuttosto come una procedura fallimentare,ma anche la fantasia, una materia prima che per fortuna a Napoli non è mai mancata. E così, alla fine della manifestazione a cui hanno partecipato in migliaia, si sono liberati verso il cielo centinaia di palloncini colorati, con una scritta eloquente: “Gelmini vola via”. Si è conclusa così nel capoluogo campano, in piazza del Gesù, la manifestazione nazionale dei precari della scuola, che alla prova dei fatti ha raccolto tutte le categorie toccate dal provvedimento governativo, docenti, studenti, personale amministrativo e “semplici” genitori. Un lungo corteo che ha attraversato la città, scandendo slogan contro il ministro dell’Istruzione e contro l’esecutivo. In testa c'erano i disabili dell'associazione napoletana «Tutti a scuola», che a loro volta rivendicano più insegnanti di sostegno. DA TUTTO IL PAESE Gli insegnanti sono arrivati a Napoli dalla Sicilia, dalla Puglia, dalle regioni del Nord Italia, oltre che naturalmente dalla Campania, per protestare contro i tagli alla scuola pubblica. «Sono 270 mila i precari iscritti nelle liste a scorrimento delle graduatorie in Italia - ha spiegato il segretario nazionale precari della Cgil, Luigi Rossi -. Quest'anno sono stati tagliati 40 mila docenti e 15.600 Ata (acronimo che sta per personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ndr). I tagli hanno interessato maggiormente il Sud, ed è per questo che oggi siamo a Napoli, perché proprio in Campania la situazione è complessa». In totale,hanno aggiunto i rappresentati della Cgil, sarebbero circa 400mila i precari della scuola nel Paese, divisi tra graduatorie docenti e Ata, e considerando anche quelle di istituto sulle quali è impossibile fare un conteggio preciso. «Questa è una battaglia per la liberazione del precariato - hanno spiegato i rappresentanti dei docenti precari - nella scuola si toccano con mano

i risultati della politica irresponsabile del governo che sta distruggendo il sistema pubblico della conoscenza». RECLUTAMENTO E FORMAZIONE «Il fatto grave - ha aggiunto Rossi - è che la media dei neo assunti è di 45 anni, ciò significa che queste persone sono vicine alla pensione. E nei prossimi anni ci aspettiamo gli stessi tagli». Al centro della protesta anche il sistema di reclutamento, non ancora chiarito dal ministero dell' Istruzione, e la formazione per i docenti sulla quale non c'è alcuna risorsa a disposizione. Al centro del corteo, a rivendicare una scuola pubblica senza tagli, c'erano gli studenti. I ragazzi chiedono aule, docenti, istituti a norma, e soprattutto continuità didattica, insomma una scuola di qualità. «Non è solo solidarietà la nostra - hanno spiegato gli studenti diUdS e Link - siamo consapevoli di combattere la stessa battaglia. Siamo insieme ai precari per il diritto allo studio, il diritto alla continuità didattica, ad un'educazione di qualità». Una manifestazione di grande protesta e coinvolgimento, che però si è svolta in modo tranquillo, senza il minimo incidente, con i partecipanti che una volta giunti in piazza del Gesù hanno ascoltato alcuni rappresentanti dei sindacati Flc Cgil e Fiom, nonché i precari dei coordinamenti.