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In Germania si torna in classe tra polemiche e mascherine

Il grande esperimento tedesco del ritorno a scuola in presenza entra nel vivo oggi, tra qualche polemica per la scelta di regole e soluzioni diverse tra i vari Land e per alcune misure giudicate difficili da realizzare, in un clima di allerta per i nuovi focolai in Germania

10/08/2020
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Corriere della sera

Francesco Giambertone

Il grande esperimento tedesco del ritorno a scuola in presenza entra nel vivo oggi, tra qualche polemica per la scelta di regole e soluzioni diverse tra i vari Land e per alcune misure giudicate difficili da realizzare, in un clima di allerta per i nuovi focolai in Germania. I primi a rientrare negli istituti (due dei quali subito richiusi) erano stati lunedì scorso gli studenti di Meclemburgo-Pomerania anteriore, senza obbligo di mascherina in classe ma organizzati nelle «coorti», una delle principali novità nelle scuole di tutto il Paese: un numero ridotto di classi vengono associate tra di loro, di modo che un centinaio (o più) studenti usino gli stessi spazi in via esclusiva, formando una «unità epidemiologica», e quindi senza mischiarsi con i ragazzi di un’altra «coorte» nemmeno fuori da scuola. L’obiettivo è evitare di mettere in quarantena un intero istituto se un alunno risultasse positivo, isolando solo quelli del suo maxi-gruppo. Ma non è chiaro se e come ci si riuscirà.

Le classi, poi, dovrebbero essere ventilate «spalancando le finestre per 15 minuti ogni mezz’ora», secondo uno studio dell’Istituto di Tecnologia di Berlino, ma alcuni genitori hanno fatto notare che in molte scuole le finestre si aprono poco, o rischiano di mettere in pericolo l’incolumità dei figli. La ministra dell’educazione di Berlino ha accordato che il cambio d'aria si faccia ogni 45 minuti, mentre un'associazione di insegnanti — il cui 20% è considerato «a rischio» nel caso in cui contraesse il Covid — si dice «enormemente preoccupata».

Le ansie non mancano alla vigilia del rientro in classe nella capitale. Qui il piano prevede la mascherina obbligatoria per studenti e docenti solo nei corridoi, ma non in classe né durante lo sport; anche ad Amburgo si potrà liberare il viso una volta seduti, a differenza del Nordreno-Westfalia (lo stato più colpito nelle ultime settimane) dove 2,5 milioni di studenti dovranno fare lezione a volto coperto. In generale niente didattica a distanza: rimane un «piano B» da applicare «se dovessero mancare i docenti».