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In Francia si torna sui banchi da martedì Gli esperti: rischiamo la seconda ondata

La Francia ha deciso di ignorare i richiami alla prudenza di molti ricercatori ed esperti anche nazionali e di ricominciare dalle scuole, nidi, materne e elementari

08/05/2020
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Il Messaggero

«C'è una buona notizia e una meno buona»: così ha cominciato ieri il premier Edouard Philippe la lunga conferenza stampa sulla riapertura della Francia dopo quasi due mesi di lockdown. La buona notizia è che sì, la Francia e i francesi potranno cominciare a ripartire da lunedì, la meno buona è che in alcune regioni i dati sono «meno rassicuranti» del previsto. La carta del Paese ha un quadrilatero rosso, tutto il nord est, con epicentro Parigi, fino all'Alsazia e alla Borgogna: qui il virus continua a circolare, i reparti di terapia intensiva, anche se i ricoveri scendono, sono ancora saturi. «Sarà un deconfinamento progressivo, dobbiamo restare vigilanti, dobbiamo evitare il rischio di dover richiudere, sarebbe un grave danno per la Francia, un colpo per i francesi, una decisione estrema, pericolosa per il sistema sanitario e per tutto il Paese» ha martellato il premier.
LA DECISIONEEppure, nonostante i dipartimenti rossi e un'epidemia ancora attiva, la Francia ha deciso di ignorare i richiami alla prudenza di molti ricercatori ed esperti anche nazionali e di ricominciare dalle scuole, nidi, materne e elementari. 
Lunedì, insieme con i francesi che potranno ricominciare a circolare senza autocertificazione (ma non oltre i cento chilometri da casa), con i commercianti che ritireranno su le saracinesche (esclusi bar e ristoranti), con chi dovrà riprendere metro e bus per andare a lavorare perché non ha smart-working possibile, ci saranno anche 130mila insegnanti che torneranno in classe. Come voluto da Macron, («è un imperativo pedagogico e sociale») da martedì ritroveranno i banchi un milione di bambini. «Tra l'80 e l'85 per cento delle 50.500 scuole di Francia saranno riaperte» ha confermato il ministro dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer. La ripresa sarà graduale (cominciano i grandi della materna, le prime e le quinte) e con gruppi di non più di 10-15 per classe. Priorità sarà data ai figli del personale sanitario, ai bambini portatori di handicap o a quelli che hanno potuto seguire meno i corsi a distanza. Inoltre cosa che ha provocato non pochi dibattiti in seno alle famiglie il ritorno si farà su base volontaria e i genitori potranno decidere di non mandare i figli a scuola. 
I DUBBIPer le Medie bisognerà aspettare il 18, quando potranno riprendere sempre gradualmente solo nei dipartimenti verdi. Secondo alcuni studi dell'Inserm, l'Istituto per la ricerca medica, la riapertura delle scuole renderà probabile una seconda ondata dell'epidemia che però viste le caratteristiche dei bambini, che sviluppano pochi sintomi e sono meno contagiosi non dovrebbe avere un forte impatto sul sistema sanitario. Secondo un altro modello, invece, il ritorno a scuola e la simultanea ripresa del lavoro potrebbe provocare un nuovo picco già a fine luglio, con saturazione dei reparti di rianimazione. 
IL MONITORAGGIOIl Governo continuerà a monitorare la situazione, in particolare l'aumento dei casi positivi e la tenuta negli ospedali. «Procederemo per tappe di tre settimane» ha detto Philippe: il prossimo 2 giugno comincerà una nuova fase più aperta, ma solo per i dipartimenti passati al verde, con possibilità di aumentare gli assembramenti finora consentiti a non più di dieci persone. Per il momento, parchi e giardini restano chiusi nelle zone rosse. A Parigi e hinterland, metro e treni regionali saranno riservati alle ore di punta a chi ha un'attestazione (motivi di lavoro, di famiglia o sanitari). Maschera obbligatoria invece su tutti i trasporti pubblici. E infine il contact tracing dei positivi: sarà affidato a brigate sanitarie, mentre per l'App bisognerà ancora aspettare. «Siamo pronti a testare» ha detto il premier, che ha assicurato una potenza di fuoco di 700mila tamponi a settimana. 
Francesca Pierantozzi 


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