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In aula con la mascherina e lezioni anche nei cinema

La campanella a settembre riprenderà a suonare, questa è la promessa fatta dal premier Conte e dalla ministra Azzolina, ma che cosa troveranno gli studenti?

06/06/2020
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Il Messaggero

Divisi da un pannello plexiglass, con la visiera sul volto per proteggersi. Così si tornerà in classe, a settembre. Con misure di sicurezza per il distanziamento che, probabilmente, andranno a stravolgere la normale mattinata scolastica. 
La campanella a settembre riprenderà a suonare, questa è la promessa fatta dal premier Conte e dalla ministra Azzolina, ma che cosa troveranno gli studenti? Innanzitutto le lezioni non inizieranno per tutti alla stessa ora, scaglionare l'orario di ingresso e di uscita è un passaggio fondamentale per evitare assembramenti fuori dalle scuole ma anche sui mezzi pubblici.
PICCOLI GRUPPISi entra quindi a scuola in piccoli gruppi, si igienizzano le mani all'ingresso e, ognuno con la sua mascherina sul volto, si va in classe. La mascherina deve essere sempre indossata, ad eccezione del momento della mensa o dell'attività fisica. Durante l'interrogazione si può togliere, restando a distanza di sicurezza dal docente. Per i ragazzi che hanno problemi respiratori, la mascherina sul volto può essere sostituita dalla visiera che copre il viso. L'aula sarà allestita in base alle necessità: se la metratura lo permetterà, i banchi saranno distanziati almeno un metro l'uno dall'altro. E ovviamente dovranno essere banchi singoli. Ma se lo spazio non fosse necessario, come accade nella gran parte delle scuole con classi da 20, 25 o 30 alunni, sarà necessario dividere gli studenti in gruppi e, qualora fosse possibile, dividere i ragazzi in aula con pannelli in plexiglass, ipotesi che sta già scatenando polemiche anche politiche. «Una c... a cui solo un ministro incompetente poteva pensare», tuona Salvini. 
I DIVISORII divisori in plastica potrebbero essere usati sia per dividere i singoli studenti, seduti al banco, sia per creare ambienti separati nell'aula magna, in palestra o nel teatro della scuola dove ricavare nuove classi. Lo spazio potrebbe essere ricavato anche dai cortili dove sarebbe possibile allestire aule provvisorie, da installare con edilizia leggera come le tensostrutture. Si tratta di possibilità che devono incontrare la disponibilità economica degli enti locali, vale a dire i Comuni per le scuole elementari e le medie e le Città metropolitane per le superiori. Ma non solo, il primo grande scoglio della scuola italiana, per quel che riguarda gli spazi, è nell'edilizia: in molti casi infatti le palestre, i teatri o i cortili sono inutilizzabili, inagibili per infiltrazioni o crolli. In quel caso la situazione si complica e la scuola potrebbe cercare di allargarsi nei teatri o nei cinema vicini. 
Altri spazi a rischio sono la palestra e la mensa. Lo sport è consentito ma non in gruppo: il prossimo anno quindi niente partite o tornei di pallavolo, basket o calcetto. Ci si allenerà in palestra ma fermi sul posto, a distanza di 2 metri dai compagni. A mensa invece sarà necessario alternare i posti, come accade nei ristoranti, e se non fosse sufficiente si potrebbe pensare di far mangiare i bambini al banco con il pranzo consegnato direttamente in classe. Ma anche questa possibilità sarebbe da scongiurare considerando gli inevitabili disagi problemi alla pulizia degli ambienti. 
L.Lo.


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