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«In arrivo banchi singoli e ingressi scaglionati in base alle fasce d'età»

Intervista a Lucia Azzolina

29/06/2020
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Il Messaggero

Ministro Azzolina, le famiglie vogliono saperne di più sul rientro a scuola a settembre. Vogliamo fare un punto su quelle che sono ad oggi le certezze? Si torna in classe il 14 settembre. Ma poi - didattica on line, mascherine... - cos'altro?
«Alle famiglie dico che a settembre si potrà tornare in classe in sicurezza», risponde il ministro dell'Istruzione, che ha accettato la richiesta del Messaggero di fare un punto esaustivo su cosa troveranno milioni di famiglie italiane a settembre, annunciando tra l'altro la decisione di rivedere gli orari d'ingresso «secondo fasce d'età» in chiave anti assembramenti. «Ci sono tre cose da fare per garantire il distanziamento e le faremo: migliorare e recuperare spazio dentro agli istituti, individuare nuovi locali fuori da scuola, avere più docenti e personale ATA. Metteremo in pratica le soluzioni scuola per scuola insieme ai tavoli regionali che sono già partiti. Il primo di settembre gli istituti saranno già aperti per fare lezione a chi è rimasto indietro e a chi vuole potenziare gli apprendimenti. Poi il 14 l'avvio ufficiale delle lezioni».
E sulla mascherina cosa si può dire oggi: sarà davvero obbligatoria per tutti gli over sei?
«Il Ministero della Salute ha già detto che rivaluterà la misura nella seconda metà di agosto».
Non sarà che c'è stato un problema di un eccesso di comunicazione, nel senso che sono state comunicate ipotesi a raffica, anziché poche ma chiare certezze?
«Ci sono Paesi europei che hanno annunciato la riapertura delle scuole e poi fatto marcia indietro pochi giorni prima. Come sarebbe stato commentato nel nostro Paese? Credo serva un discorso di verità: la pandemia ha travolto tutto. Non solo in Italia. Aggiungo: non confondiamo le informazioni ufficiali del Ministero con le indiscrezioni o le bozze che vengono lette e interpretate spesso in maniera superficiale. La confusione è alimentata da chi cerca di fare consenso. Sulla scuola c'è bisogno di collaborazione».
Nelle inevitabili polemiche di questi giorni si è sentita supportata dai colleghi di governo?
«Assolutamente sì. La scuola è priorità di tutto il governo. In questi giorni i ministri mi hanno supportato nella richiesta di garantire un miliardo di euro in più per settembre.
Edifici dismessi da riattivare, docenti da reperire, orari e ambienti da reinventare: tutto in soli due mesi. Le scuole ce la faranno? 
«Ci sono linee guida condivise. E ci sono i soldi. Ora c'è da lavorare. Io da questa settimana sarò sui territori a dare una mano e verificare che i lavori vadano avanti. Ognuno farà la sua parte».
Per garantire il distanziamento servono nuovi arredi, primi fra tutti i banchi singoli. Ma ogni anno le scuole restano senza: chi li acquisterà se gli enti locali sono sempre in affanno?
«Ci sono scuole che hanno locali dismessi, ad esempio un'aula inagibile da anni per problemi di manutenzione. Non è pensabile che a settembre sia ancora chiusa. Quanto all'arredo scolastico, i banchi singoli di nuova generazione fanno guadagnare metri e garantiscono innovazione della didattica. Credo che saranno la priorità di intervento per molti istituti. Su acquisto e distribuzione ci darà una mano il commissariato straordinario per l'emergenza».
Abbiamo visto tutti i rendering avveniristici diffusi dal presidente Conte: ma quanti studenti potranno davvero godere di aule a norma nuove di zecca?
«Rendering avveniristici? Quelle sono immagini di scuole italiane. Scuole che grazie all'autonomia hanno saputo progettare. Il nostro compito è dare una mano a chi è rimasto indietro. Spendiamo bene ora le risorse che ci sono, si possono fare investimenti che rimangano per anni».
Secondo le stime del ministero, ad oggi 1 milione 200 mila studenti in base alle norme anti-Covid-19, non hanno un banco in classe: dove studieranno?
«Abbiamo costruito un sistema digitale per avere i numeri su spazio e organizzazione in tempo reale. Non c'era niente di simile prima. Questa è la situazione di partenza. Quella di arrivo, l'ho già detto, sarà un'aula per tutti».
Fare lezione nei cinema o nei teatri cosa comporta? Chi penserà agli spostamenti e alla pulizia dei locali?
«Pulizia e igiene sono la priorità. Anche su questo ci sono le risorse necessarie. E servirà una campagna di informazione per studenti e famiglie. Anche solo lavare le mani non è un gesto scontato se si parla di minori».
La carenza di docenti come verrà sanata? Molte graduatorie sono esaurite anche per le supplenze: ci sarà un maggiore ricorso alle chiamate di neolaureati alla prima esperienza (Mad- messe a disposizione)?
«Stiamo lavorando per aggiornare le graduatorie dei supplenti e per digitalizzarle, cosa che non era mai stata fatta prima. Questo consentirà di avere i docenti di cui abbiamo bisogno e di poterli assegnare più rapidamente. Mi faccia dire una cosa sulle supplenze: se sono aumentate nel tempo è perché non sono più stati fatti concorsi. E non certo da questo governo che, invece, ha bandito 78 mila posti».
Per potenziare la didattica online, che potrebbe rendersi necessaria di fronte alle criticità del distanziamento, cosa farà il ministero?
«La didattica digitale avrà una cornice normativa, definiremo uno standard. I dirigenti scolastici e i docenti potranno utilizzarla in maniera complementare. Ma parliamo solo delle scuole secondarie di secondo grado».
La didattica, anche con la possibilità di ridurre i minuti di lezione dei docenti, quanto risentirà di questa emergenza Covid 19? 
«Insegnare non è solo fare lezioni frontali e nozionismo. A settembre si sperimenteranno forme di didattica innovative che anche in Italia alcuni istituti già usano da anni e con soddisfazione.
Un'ultima domanda, ministro. Gli ingressi scaglionati. Ne ha parlato al nostro giornale anche il suo collega Speranza: chi deciderà in concreto gli orari di ingresso? Per chi ha più figli da accompagnare a scuola non c'è il rischio di aggravare ancora di più le famiglie?
«Gli ingressi scaglionati servono ad evitare il sovraffollamento non solo davanti alle scuole, ma anche sui mezzi di trasporto. Ci organizzeremo cercando di evitare il più possibile i disagi e lavorando per fasce d'età».
Barbara Jerkov
Lorena Loiacono