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Il sole 24 ore -Riforma a costi "blindati"

Riforma a costi "blindati" Probabile sì al testo venerdì al Consiglio dei ministri di Marco Ludovico (NOSTRO SERVIZIO) ROMA - Ci sarà una "clausola di salvaguardia finanziaria" per la rif...

28/01/2002
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Il Sole 24 Ore

Riforma a costi "blindati"
Probabile sì al testo venerdì al Consiglio dei ministri

di Marco Ludovico

(NOSTRO SERVIZIO) ROMA - Ci sarà una "clausola di salvaguardia finanziaria" per la riforma della scuola. Nell'ultima versione del testo - che il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, dovrebbe portare venerdì prossimo in Consiglio dei ministri - si stabilisce che, entro 90 giorni dall'approvazione della legge, il responsabile dell'Istruzione deve presentare un programma delle spese legate agli interventi previsti. Un modo, in sostanza, per fare trasparenza e controllare i costi del nuovo sistema. Il meccanismo ipotizzato è uno dei risultati del confronto in corso tra i dicasteri di Viale Trastevere e dell'Economia, prima di dare il via libera definitivo al riordino dei cicli. I costi del progetto Moratti, infatti, non sono trascurabili: è stato stimato che, in assenza di norme correttive, il nuovo assetto scolastico potrebbe costare ogni anno da 750 milioni fino a 1,2 miliardi di euro (pari a 1.500-2.500 miliardi di lire). Previsioni che hanno messo in allerta il dicastero guidato Giulio Tremonti. Le voci principali di spesa sono l'anticipo a 5 anni e mezzo dell'età per iscriversi alle elementari; il potenziamento delle tecnologie informatiche; l'introduzione della seconda lingua comunitaria alle medie; la formazione e l'aggiornamento dei docenti presso le università. A Viale Trastevere si sostiene che questi interventi non metteranno a rischio i conti pubblici, perché saranno messi in gioco altri fattori che produrranno risparmi. Si agirà sugli organici e sulla revisione degli ordinamenti didattici (curriculum, monte ore eccetera), che dovrebbero portare a un recupero di risorse finanziarie. Il ministero dell'Economia, però, sta studiando anche un sistema di garanzie più stringenti rispetto ai possibili oneri. Tutto parte dalla richiesta di delega al Governo, prevista nel Ddl Moratti. I decreti legislativi e i regolamenti, che daranno attuazione ai princìpi sanciti nel testo, dovrebbero essere "subordinati" all'effettiva copertura finanziaria. Vincolati, quindi, alle previsioni contenute nel Dpef (il documento di programmazione economica del Governo) e nella legge Finanziaria. È uno scenario che può prefigurare una riforma "a più velocità". Le uniche norme sulle quali finora sono state trovate le risorse sono quelle che anticipano l'iscrizione alle elementari. Nella bozza del Ddl messo a punto si parla esplicitamente di oneri pari a 12 milioni di euro nel 2002, 45 milioni nel 2003 e 66 milioni dal 2004 in poi. La revisione degli organici - già prevista nell'ultima Finanziaria - è comunque la "leva" più potente sulla quale si può agire per recuperare risorse. Tant'è che la manovra economica dello scorso dicembre ha destinato 381 milioni di euro nel 2003 e 726 milioni nel 2004 per valorizzare la professionalità dei docenti, a condizione però che siano realizzati i risparmi previsti dalla riduzione del personale. Va ricordato, poi, che gli oltre 700mila insegnanti potrebbero diminuire notevolmente nei prossimi anni perché molti di loro sono vicini all'età della pensione. A questo si aggiunge una precisa linea della politica di Viale Trastevere, che tende a valorizzare i professori di ruolo e a ridurre l'area del precariato. I conti, però, vanno fatti con tutti i soggetti in campo. E i tecnici governativi non hanno dimenticato che questo è anche l'anno del rinnovo del contratto dei docenti, scaduto il 31 dicembre scorso. Il ruolo e le rivendicazioni dei sindacati, a questo punto, diventano decisivi. Anche perché l'uso delle risorse - per la riforma, per il contratto, per le altre voci dell'Istruzione - è diventato a questo punto molto delicato e difficile.