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Il Piemonte diventa arancione ma tutte le medie restano in Dad

Ordinanza della giunta Cirio. Protestano opposizioni, studenti e insegnanti

29/11/2020
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il manifesto

Roberto Pietrobon

«Tenuto conto di un possibile maggiore rischio epidemiologico relativo alle prossime festività e al fine di preservare l’attuale andamento della curva epidemica si raccomanda che le attività didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado si svolgano esclusivamente con modalità a distanza». Questo è uno dei tre pareri tecnici, a firma dell’ex ministro berlusconiano Ferruccio Fazio, contenuti nell’ordinanza regionale emanata dalla Giunta Cirio per giustificare il prolungamento della Dad per le seconde e le terze medie in Piemonte nonostante, da oggi, la regione sia passata da zona rossa ad arancione.

La prossimità del Natale con i rischi pandemici correlati ovviamente non interessa solo i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 14 anni ma l’intera popolazione piemontese alla quale, però, sarà consentito lo shopping natalizio a partire da questa domenica. Una scelta, quella del centro destra regionale, che contraddice le parole dell’assessore leghista alla sanità, Luigi Icardi che, rispondendo una settimana fa a un question time, spiegava che il basso indice dei contagi tra alunni e tra insegnanti dimostra come le scuole piemontesi siano sicure.

Un tavolino, una sedia, un cellulare per la connessione ad internet, mascherina e giaccone per difendersi dal freddo: Anita, 12 anni, frequenta la classe seconda della scuola secondaria di primo grado «Italo Calvino». Da un mese, insieme ad altri suoi compagni e compagne, sta seguendo le lezioni a distanza fuori dal suo istituto a Torino. Il venerdì, insieme agli studenti delle superiori della sua città, si sposta in piazza Castello, fuori dalla sede della Giunta piemontese, per chiedere la riapertura delle scuole. È il movimento No Dad che proprio venerdì scorso ha ricevuto la solidarietà di Cirio, sceso in piazza per incontrarli. «È venuto in piazza, si è seduto con noi, dicendo che ci sosteneva e che avrebbe voluto che i suoi figli fossero lì con noi a protestare e adesso cosa fa? Non apre le scuole. Che delusione, una presa in giro».

Alle parole di Anita si aggiungo quelle di tutte le opposizioni a partire dal capogruppo regionale di Luv, Marco Grimaldi, che si domanda: «Riaprono i negozi al dettaglio e le medie stanno a casa? Cirio, invece di andare in piazza a fare il venditore di pentole con gli studenti a favore di fotocamera, faccia quello che non ha fatto per tutta la scorsa estate: un piano per il rientro in sicurezza degli studenti». Bolla come «ipocrita» la foto di Cirio con gli studenti No Dad il segretario regionale del Pd, Paolo Furia, che chiosa: «Recitare due parti in commedia è la specialità di questa giunta». Alle proteste di studenti e opposizioni si stanno unendo le critiche di insegnanti, dirigenti scolastici e genitori che ieri hanno lanciato una petizione on line su Change.org che ha superato le 5 mila firme in poche ore per chiedere «che la regione Piemonte rimuova immediatamente questa restrizione».