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Il Pd: obbligo scolastico da 3 a 18 anni. Il M5S frena: prima studenti disabili e istituti tecnici

Anche al primo tavolo sulla scuola, ieri, a palazzo Chigi, i partiti di maggioranza si sono presentati divisi

18/02/2020
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Il Sole 24 Ore

Claudio Tucci

Anche al primo tavolo sulla scuola, ieri, a palazzo Chigi, i partiti di maggioranza si sono presentati divisi: il Pd ha riproposto l’innalzamento dell’obbligo scolastico, da 3 a 18 anni (oggi l’istruzione è obbligatoria da 6 a 16 anni, ndr), la gratuità dei libri di testo e il tempo pieno. Il M5S ha ribattuto su lotta alla dispersione scolastica, rilancio dell’istruzione tecnica e professionale, e priorità agli studenti disabili.

Nodo Buona Scuola
Altro tema diviso è la legge 107, la cosiddetta Buona Scuola, difesa da Iv, che ha insistito, infatti, su merito e valutazione; temi invece osteggiati da Leu, favorevole anche alla cancellazione della chiamata diretta dei docenti.

Aumenti in busta paga
La ministra Azzolina ha parlato poi di aumenti stipendiali: tra taglio al cuneo e nuovo Ccnl si prospettano 100 euro di aumenti medi netti per una larga fetta degli insegnanti. Le sue parole però hanno suscitato subito il malumore dei sindacati della scuola. Questi hanno denunciato il «gioco delle tre carte sul taglio del cuneo fiscale e gli aumenti contrattuali» e chiesto 16 miliardi in più anni «per dire basta al lavoro precario, per superare il divario
tra organico di diritto e situazioni di fatto, per aumentare il tempo scuola, per rinnovare il contratto con aumenti a tre cifre che vadano ben oltre i 100 euro mensili. Se il Governo continuerà a fare orecchie da mercante - hanno minacciato - non ci fermeremo con lo sciopero del 6 marzo ma proseguiremo con altre mobilitazioni».