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Il merito di Profumo scontenta tutti

Contro Pd, Pdl e sindacati. Il ministro prova a recuperare

05/06/2012
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ItaliaOggi

ItaliaOggi ha letto il provvedimento atteso a Palazzo Chigi. I dubbi del Tesoro sulle coperture

 

di Alessandra Ricciardi  


Un miliardo di euro di fondi europei per l'istruzione al Sud, 117 milioni per le scuole che offrono una seconda chance a chi ha abbandonato gli studi. E 400 milioni per gli asili nido. E per il merito? «Solo 30 milioni». É con questi numeri che ieri il ministro dell'istruzione, università e ricerca, Francesco Profumo, ha provato a smantellare il grattacielo di critiche che ha collezionato la sua proposta di riforma sul merito nella scuola e nell'università: contrarie le associazioni di genitori e i sindacati (si confonde il merito con la qualità della scuola, una delle critiche più diffuse), contrario il Pd e il Pdl, anche se per motivi diversi.

In una nota inviata ai sindacati e pubblicata sul sito del miur, ieri Profumo rivendica l'impegno a favore della scuola di tutti, a cui la riforma del merito toglierebbe poche risorse. «Spero che la lettera del ministro sia solo il preliminare di un approfondito confronto di merito che dia corpo a relazioni sindacali vere e non soltanto epistolari», è la secca replica di Francesco Scrima, segretario Cisl scuola. E sugli stanziamenti citati da Profumo a dimostrazione della sua buona volontà: «Non vorremmo che si trattasse in larga parte di un déja vu (fondi europei), o di spese non propriamente riconducibili all'istruzione, come nel caso di quelle destinate agli asili nido», che sono a carico del ministero del welfare. «Una scuola migliore? Accettiamo la fida», rilancia Massimo Di Menna, segretario Uil scuola. La riforma era attesa al consiglio dei ministri la scorsa settimana, quando era già alla terza versione. Poi è stata rinviata a domani, per metterla a punto in modo da farla piacere ai contestatari e a chi vuole che si faccia a tutti i costi: del resto il premier Mario Monti l'ha già illustrata (non si sa però in quale versione) al capo dello stato, Giorgio Napolitano. Restano le contrarietà dei sindacati, in questo caso il fronte confederale si è riunito, mentre il Pd oltre che una questione di merito, per tutti l'ex ministro Beppe Fioroni (si premiano pochi dimenticando che la scuola ha bisogno di altro), ne fa una questione anche di forma: no a un decreto legge, si lasci spazio alla discussione parlamentare, dice la responsabile scuola del partito, Francesca Puglisi. Per il Pdl è invece fondamentale che non si intacchi la riforma del reclutamento dell'università fatta da Mariastella Gelmini, per il resto la competizione tra gli studenti va più che bene. Intanto però non è neanche certissimo che domani se ne ridiscuta al cdm, potrebbe subire un nuovo rinvio, una nuova pausa di riflessione. Al ministero dicono: il testo è ancora in riscrittura. Ma che cosa prevede di così radicale e urticante la riforma Profumo? ItaliaOggi ha avuto modo di leggere una delle ultime bozze: 31 pagine, divise in due capi, il primo per la scuola, il secondo per l'università. Titolo: «Schema di decreto legge recante misure urgenti per la valorizzazione della capacità e del merito nell'istruzione, nell'università, nell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e nella ricerca». Il primo articolo è dedicato alla capacità e al merito nelle scuole: tutti gli istituti, compresi quelli paritari, devono prevedere sistemi premianti per gli alunni migliori, coinvolgendoli in competizioni nazionali o internazionali. La regola vale sia per gli studenti delle superiori che per quelli più piccoli delle elementari. Competizioni come le olimpiadi della matematica, per le quali in verità i fondi a disposizione sono sempre di meno. Dal prossimo anno scolastico, si prevedono master class estive di formazione per chi si piazza ai primi tre posti delle olimpiadi e di altre competizioni equivalenti. Le scuole individueranno tra i propri ragazzi che alla maturità otterranno 100/100, ovvero il massimo, il più bravo, a cui andrà la medaglietta di «studente dell'anno». Un riconoscimento che comporterà la riduzione di almeno il 30% della retta universitaria. Quanti potranno essere gli studenti dell'anno dipenderà dalle risorse, che dovranno essere stabilite con decreto dell'istruzione d'intesa con il ministero dell'economia. A copertura si indica la legge 440/1997: inizialmente era destinata alle scuole per la realizzazione del piano dell'offerta formativa e per la formazione e l'aggiornamento del personale, è stata poco per volta depauperata. Tanto che al Tesoro hanno storto il naso: sarebbe meglio per la copertura cercare altrove. L'altrove ad oggi però non si è ancora trovato.