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Il Manifesto - Vecchio ciclo

Vecchio ciclo Scuola, torna la divisione tra scuole di avviamento al lavoro e licei. Si sceglie a 12 anni Le novità Torna la divisione tra scuole elementari medie. L'obbligo formativo o di istruzi...

07/11/2001
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il manifesto

Vecchio ciclo
Scuola, torna la divisione tra scuole di avviamento al lavoro e licei. Si sceglie a 12 anni
Le novità Torna la divisione tra scuole elementari medie. L'obbligo formativo o di istruzione è di 12 anni CI. GU.

Il volto della scuola stile Moratti prende forma, ed è arcigno assai. Ieri La Repubblica ha anticipato i punti base dei ritocchi che il ministero intende apportare alla rifoma dei cicli stilata dal centrosinistra. Si tratta solo di "raccomandazioni", sottoforma di lettera, che il presidente della Commissione ministeriale per la riforma dei cicli presieduta da Guiseppe Bertagna (associazione delle famiglie) ha inviato ai sindacati, alla Conferenza dei rettori e alle associazioni delle famiglie. Novità eclatanti che regalano un tuffo nel passato, quando le scuole superiori erano ancora divise in "scuole di avviamento" e "licei". Scompaiono infatti le scuole superiori come le conosciamo oggi, e anche come ci erano state prospettate nella passata legislatura: non più cinque indirizzi (umanistico, scientifico, tecnico, artistico e musicale) ma solo due. O formazione liceale, o formazione di avviamento al lavoro. La scelta tra i due indirizzi, che il centrosinsitra aveva posto a 15 anni, viene anticipato a 12 anni. In pratica i ragazzi, al termine del primo anno di scuola media, dovranno decidere che fare della propria vita. Il ragazzo è sveglio e brillante? Buono per il liceo. E' un po' lento e poco dotato? Meglio scegliere un avviamento al lavoro.
La commissione ministeriale intende anche cancellare in un sol colpo un altro punto che caratterizzava la riforma dei cicli: torna la divisione tra scuola elementare e scuola media, e scompare il famoso ciclo di base di sette anni. Otto anni prima delle superiori, dunque, che saranno divisi in quattro bienni "per realizzare un più efficace raccordo tra l'ultimo anno della scuola primaria e il primo della secondaria di primo grado". Insieme al ciclo di base di sette anni muore anche l'ipotesi dell'insegnamento della prima lingua straniera a partire dai sei anni.
Poca chiarezza sul punto dolente dell'obbligo di formazione, che ora è fissato a 15 anni. Le raccomndazioni parlano di "obbligo di 12 anni di istruzione o formazione per tutti". Quindi, teoricamente, cinque anni di elementari più tre di medie e quattro di scuola secondaria superiore. Ma le secondarie superiori dovrebbero durare cinque anni; quindi, l'obbligo di istruzione sarà - probabilmente - di 13 anni, mentre quello di formazione no. Considerando che già da ora si pensa a tre titoli di formazione: qualifica professionale, diploma professionale secondario, diploma professionale superiore. Quest'ultimo deidcato a chi deciderà di frequentare la scuola di avviamento fino a 21 anni che, sembra di capire, sarà un vero e proprio percorso parallelo all'università.
Tra l'altro la Commissione suggerisce, "per valorizzare ulteriormente il ruolo e la funzione educativa della scuola d'infanzia", di considerare valido ai fini del raggiungmento dei 12 anni di studio o di formazione l'aver frequentato un anno di asilo. "E' talmente inaudito che stento a crederlo come vero", il commento dell'ex ministro Luigi Berlinguer; "un pesante ritorno al passato", dicono dall'Unione degli studenti, mentre l'Unicobas prevede un taglio di circa 40 mila cattedre e invita gli insegnanti allo sciopero del 12 novembre.


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