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Il Manifesto-occupazioni sotto l'albero

, occupazioni sotto l'albero Tre licei della penisola sono rimasti occupati anche durante la notte di Natale SARA MENAFRA Pasta fredda con verdure e tonno, frittata, insalata, panettone e...

27/12/2001
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il manifesto

, occupazioni sotto l'albero
Tre licei della penisola sono rimasti occupati anche durante la notte di Natale
SARA MENAFRA

Pasta fredda con verdure e tonno, frittata, insalata, panettone e spumante. Non sarà proprio secondo la tradizione natalizia più ortodossa ma poco importa quando a preparare il cenone del 24 dicembre sono gli occupanti del liceo di Rimini "Giulio Cesare Manara Valgimigli". Uno dei tre licei della penisola che hanno deciso di continuare ad occupare anche durante le vacanze di Natale, sfidando il freddo e gli incidenti diplomatici in famiglia.
Al liceo riminese la decisione è arrivata la mattina del 22 dicembre, quando al suono dell'ultima campanella del 2001 gli studenti si sono accalcati in presidenza per annunciare che loro a scuola ci rimanevano almeno fino al 27. Il preside da parte sua non ha commentato. Si è limitato ad avvertire la Digos e tutte le mattine va a trovare gli occupanti: "La notte siamo circa 20 - racconta Linda - ma durante il giorno vengono anche gli altri studenti e partecipano alle discussioni sulla riforma della Moratti o agli altri dibattiti e corsi che abbiamo organizzato". E così durante la notte di Natale il gruppo cucina dell'occupazione si è industriato a preparare un cenone per tutti i presidianti, attingendo anche ai doni di genitori e parenti solidali o semplicemente preoccupati. Il programma delle giornate natalizie è stato fitto di iniziative: oltre ai tanti dibattiti sulla riforma si è discusso anche della condizione della donna e di proibizionismo e legalizzazione delle droghe leggere.
Oggi al liceo di Rimini si riuniranno i collettivi studenteschi di tutta l'Emilia Romagna e alla fine della discussione gli occupanti decideranno se rimanere a scuola oppure no.
Ultimo giorno di occupazione, invece, al liceo classico "Leopardi" di Macerata. Qui l'iniziativa è partita proprio durante la giornata del 24: "Contestare mentre gli altri sono in vacanza - hanno detto gli studenti - è una dimostrazione della nostra serietà e coerenza contro la proposta di aziendalizzare la scuola, contro i tagli che fanno venire meno gli investimenti e contro la parità pubblico privato". Una scelta non facile soprattutto perchè, mancando il riscaldamento, durante la notte di Natale la temperatura nella scuola era scesa a -6 gradi. Nonostante il freddo, all'occupazione hanno partecipato molti studenti. Di nascosto, e con turni di sole 2 ore, si sono fatti vivi anche gli studenti cui i genitori avevano intimato di non prendere parte all'agitazione.
I più testardi sono, come vuole il detto, i sardi. Gli studenti del liceo scientifico "Mariano IV di Arborea" di Oristano lasceranno la scuola domani, dopo 10 giorni di occupazione. Anche loro hanno passato la notte di Natale in aula magna, mangiando panettone e ascoltando musica. E per la ripresa delle lezioni il 7 gennaio hanno già in mente nuovi progetti da proporre a studenti e insegnanti: un programma di incontri tematici con dibattito non solo sulla riforma scolastica ma anche sulla crisi internazionale, sulla pace e sui rapporti tra occidente e mondo islamico.
Anche gli studenti del liceo scientifico "Enrico Fermi" di Isernia avevano provato a occupare. Ma durante il fine settimana la polizia si è introdotta nella scuola e ha denunciato ventisette studenti. L'episodio è stato denunciato da Rifondazione comunista, che ha preannunciato una interrogazione parlamentare: "Per diverse ore - afferma il Prc - sono stati staccati i servizi di luce e riscaldamento mentre erano presenti alunni in autogestione".