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Il Manifesto-La scuola alle urne

La scuola alle urne Eletti i delegati. A Cgil, Cisl e Uil il 70% dei voti Oltre 800mila donne e uomini della scuola sono andati a votare per eleggere i loro delegati - l'81,39% degli aventi di...

18/12/2003
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il manifesto

La scuola alle urne

Eletti i delegati. A Cgil, Cisl e Uil il 70% dei voti

Oltre 800mila donne e uomini della scuola sono andati a votare per eleggere i loro delegati - l'81,39% degli aventi diritto, con punte oltre l'82-83% nel sud - e il risultato, quando lo spoglio ha ormai toccato il 97% delle scuole sede di seggi, decreta il successo confederale: Cgil, Cisl, Uil assieme raccolgono quasi il 70% dei voti. L'annuncio lo ha dato ieri Guglielmo Epifani al termine del direttivo nazionale, sottolineando con soddisfazione il dato comune confederale e in esso il balzo compiuto dalla Cgil che ha guadagnato sei punti rispetto alle elezioni di tre anni fa. La Cgil è il primo sindacato nella scuola con il 32,6 % dei consensi (la Cisl ha invece il 22,9%, la Uil il 12,8%), conquista la maggioranza dei voti in 18 regioni su 19 (in Basilicata è infatti seconda dietro lo Snals), in otto scuole su dieci; e in corso Italia non mancano di misurare il successo anche rispetto ai concorrenti. I sindacati autonomi e di base complessivamente si contraggono della "identica misura" della crescita complessiva confederale, sostengono in Cgil, indicando una perdita del 2,20% per lo Snals, del 5,24% per Gilda, dell'1,71% per i Cobas (dato contestato dal sindacato di base).

Il segretario della Cgil-scuola Enrico Panini si avvicenda a Epifani per sottolineare la rilevanza di questo "test": la grande affluenza al voto, il consenso ai sindacati confederali e la fiducia particolare accordata alla sua organizzazione che si è battuta con tenacia contro la legge Moratti.

Il progetto del ministro, che intende depotenziare di sapere e conoscenza la scuola, "esce sconfitto dalle urne", sottolinea Panini, e al voto seguiranno nuove iniziative di lotta contro la legge - nonché, da subito, contro gli aspetti addirittura grotteschi, come il primo decreto di attuazione che è in contrasto con la stessa legge.

Ma il voto massiccio risponde anche a un lungo percorso di lotte e a nuove minacce incombenti. Il conflitto per il contratto, agito unitariamente da Cgil, Cisl, Uil fino alla sua conquista, è il passato recente; il futuro prossimo è la minaccia di nuove leggi e provvedimenti per vanificare la contrattazione.

"Alcuni parlamentari della maggioranza di centrodestra hanno già detto che con il conseguimento del contratto il sindacato ha vinto sì una battaglia, ma non la guerra", avverte Enrico Panini. E infatti sono state presentate leggi per cancellare la contrattazione, svuotarla, costringendola a sottostare ai dettami di "norme e provvedimenti amministrativi".

I Democratici di sinistra e la Sinistra giovanile da parte loro organizzano per venerdì 19 e sabato 20 dicembre in tutte le città italiane "una grande mobilitazione contro la scuola pubblica e contro il modello Moratti" che impone "una scuola dell'incertezza, della riduzione delle risorse, dello smantelllamento di alcuni diritti essenziali, delle disuguaglianze e delle disparità".


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