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Il Manifesto - "Delle tre i è rimasta l'impresa"

Parla Beniamino Lami, dell'area di sinistra della Cgil scuola "Delle tre 'i' è rimasta l'impresa" "E'giusto chiamarla controriforma", esordisce Beniamino Lami interpellato da Liberazione per sa...

07/11/2001
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il manifesto

Parla Beniamino Lami, dell'area di sinistra della Cgil scuola
"Delle tre 'i' è rimasta l'impresa"

"E'giusto chiamarla controriforma", esordisce Beniamino Lami interpellato da Liberazione per sapere l'opinione dell'area 'Lavoro società-Cambiare rotta' della Cgil scuola, di cui è coordinatore nazionale, sulla versione morattiana della riforma dei cicli. Lami, però la sinistra sindacale, a suo tempo, non era stata entusiasta della riforma dei cicli di Berlinguer. E' vero quel riordino non ci convinceva per via della divisione precoce tra chi avrebbe proseguito verso l'università e chi sarebbe stato avviato al lavoro. Qui, però, non c'è solo il blocco del riordino ma un ritorno indietro, ancora più marcato, rispetto a conquiste importanti come fu, per esempio, la scuola media unificata del '61. Si va verso un sistema duale alla tedesca quando la stessa Germania si è avviata ad un ripensamento del proprio sistema. Istituire una scuola declassata per addestrare la manovalanza non ha molto senso neppure nella prospettiva delle esigenze del mercato del lavoro che, invece, non richiede flessibilità e capacità di interpretare sè stessi in condizioni mutevoli. Così, il sistema ipotizzato sembra essere di basso profilo e destinato a formare manodopera 'usa e getta'. Delle famose 'tre i' della campagna elettorale di Berlusconi l'unica rimasta è l'impresa, visto che l'inglese viene tagliato con la finanziaria e non ci sono tracce delll'informatica. A questo quadro di taglli si aggiunge la proposta di assumere 20mila insegnanti di religione. E' uno scandaloso disegno di legge che ricorda una proposta che era circolata in alcuni settori della precedente maggioranza. Ci sembra, di fatto, che venga instaurato, ad uso esclusivo dei docenti di religione, un nuovo canale di reclutamento nella scuola pubblica. E' l'ennesimo regalo alle private, stavolta alle scuole cattoliche, che si aggiunge all'accorpamento delle fasce in cui sono suddivisi i precari e che ha consentito l'ingresso nei livelli alti delle graduatorie di chi ha prestato servizio in istituti privati. Quale sarà il riflesso di queste novità nelle agitazioni che avete indetto per il 12 novembre? Ovviamente si aggiungeranno alla piattaforma dello sciopero che abbiamo indetto contro la finanziaria. La legge di bilancio che il governo sta per varare è un attacco alla scuola pubblica e alle condizioni di lavoro del personale, in particolare dei settori più colpiti dai tagli, gli Ata e i docenti precari. La logica che lega tutto ciò alla contro riforma è la volontà di colpire la qualità della scuola pubblica e stupisce che in questa situazione, Cisl, Uil e Snals sembrano accontentarsi delle risposte del governo. Se è vero che siamo soli, tra i confederali, a scioperare, è anche vero che non siamo soli contro la finanziaria. Ci sono stati e ci saranno anche Cobas e altri sindacati con i quali in questa contingenza è stato impossibile unificare le scadenze ma, come sinistra sindacale, crediamo che in futuro sia opportuno creare un fronte comune per contrastare l'attacco complesso e a fondo che viene portato alla scuola pubblica.

Che. Ant.


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