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Il Giorno - Religione, precari addio

Religione, precari addio ROMA '#8212; Gli insegnanti di religione avranno il posto fisso. E' pronto, infatti, per il Parlamento un disegno di legge per immettere in ruolo il 70 per cento dei ven...

06/11/2001
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Il Giorno

Religione, precari addio

ROMA '#8212; Gli insegnanti di religione avranno il posto fisso. E' pronto, infatti, per il Parlamento un disegno di legge per immettere in ruolo il 70 per cento dei ventimila docenti di religione presenti nella scuola, selezionati in base all'esito di un concorso, che sarà bandito dopo l'approvazione del ddl e sarà riservato agli insegnanti di religione cattolica che abbiano prestato servizio continuativo per almeno quattro anni e per un orario non inferiore a quello di obbligo.
In seguito, a cadenza triennale, secondo il provvedimento legislativo messo a punto dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, saranno effettuate selezioni su base regionale, per titoli (continuerà a non essere necessaria la laurea) ed esami.
Per insegnare religione, comunque, resta indispensabile l'idoneità riconosciuta dalla diocesi competente e l'assunzione a tempo determinato sarà disposta dal dirigente regionale d'intesa con il vescovo o un suo delegato. In caso di revoca dell'idoneità da parte delle gerarchie ecclesiastiche competenti, l'insegnante di religione potrà usufruire della mobilità professionale ed essere, dunque, diversamente utilizzato.
Sindacati polemici
Le indiscrezioni sul disegno di legge hanno suscitato immediate e contrastanti reazioni nel mondo della scuola. Secondo la leader della Cisl Scuola, Daniela Colturani, "il ddl potrà dare una risposta positiva alle legittime aspettative di questo personale, che entra a pieno titolo a far parte del mondo della scuola italiana. Gli insegnanti di religione '#8212; ha aggiunto '#8212; vengono infatti finalmente omogeneizzati agli altri docenti di ruolo". "Significativo", ha concluso Colturani, anche il comma "che prevede il mantenimento in servizio, grazie ai processi di mobilità, in caso di revoca dell'idoneità: in questo modo si evita che chi ha lavorato magari per anni nella scuola venga costretto ad un'uscita forzata".
Su quest'ultimo punto si concentrano, invece, le critiche della Cgil Scuola.
"Dov'è finito lo stato laico?" si chiede il segretario generale Enrico Panini. "L'immissione in ruolo e il licenziamento di personale, che viene assunto dalla Repubblica saranno stabiliti da un'altra autorità: l'ordinario diocesano mediante la concessione o la revoca dell'idoneità all'insegnamento di religione cattolica '#8212; ha rilevato il sindacalista '#8212; La Repubblica non deve abdicare alle proprie prerogative".
Provocatorio il commento del leader della Gilda Alessandro Ameli: "La scelta di porre fine al precariato perenne degli insegnanti di religione ci fa ritenere che lo stesso atteggiamento e le stesse scelte saranno fatte nei confronti di tutti gli altri precari storici rimasti fuori quest'anno dal ruolo. Ci riesce difficile '#8212; ha concluso '#8212; pensare che il governo voglia usare misure e pesi diversi".
Politici divisi
Divergenze si evidenziano anche negli ambienti politici La responsabile scuola dei Ds Mariagrazia Pagano attacca il ddl sugli insegnanti di religione messo a punto dal ministero dell'Istruzione, sottolineando tra l'altro che viene in questo modo "scavalcato il ruolo del Parlamento".
"Piena soddisfazione" invece, è stata espressa dal senatore Giuseppe Valditara, secondo il quale il ddl "va nella stessa direzione" del disegno di legge che, col senatore Bevilacqua aveva presentato all'inizio della legislatura. In particolare, Valditara ha espresso un "giudizio positivo per l'equiparazione sotto il profilo sia economico sia giuridico degli insegnanti di religione agli altri docenti".
r. i.


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