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Il flop della didattica a distanza

7 docenti su 10: Non funziona

12/09/2020
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Il Messaggero

ROMA Si torna a singhiozzo nelle scuole e la classe sarà il luogo della didattica solo per una parte degli studenti. I problemi legati alla ripartenza di lunedì infatti, per cui molti istituti non si sentono pronti a riaprire, porteranno inevitabilmente la didattica fuori dalle aule fisiche, raggiungendo quella sfera digitale che, per molti, è ancora troppo lontana. Le aule che mancano, i docenti da nominare e i banchi monoposto che arrivano un po' per volta, fino a fine ottobre, non consentono infatti ai dirigenti scolastici di partire con gli studenti tutti in presenza. E' praticamente impossibile. Molti inizieranno l'anno scolastico per poche ore al giorno, addirittura a settimana, altri rimandano tutto al dopo elezioni, quindi a fine mese, e altri ancora tentano la strada dell'online.
Soprattutto nelle scuole superiori. Secondo le linee guida ministeriali, la didattica digitale integrata può far parte dell'attività scolastica per tutto l'anno, ci sono scuole che prendono turni online per un giorno a settimana o sdoppiamento delle classi con turni in presenza. E allora questa volta, a dover dimostrare la propria preparazione, non sono gli studenti ma la scuola. I mesi di lockdown infatti hanno sorpreso gli istituti e li hanno trovati impreparati. Ma ora, dopo le esperienze fatte e i diversi problemi da affrontare, sarà necessario assicurare un servizio efficiente. Una sfida decisamente ardua. 
L'INDAGINEAnche perché durante la didattica a distanza svolta da marzo a giugno, nonostante l'impegno delle scuole il risultato non è stato efficace. AlmaDiploma, con la collaborazione del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, ha svolto un'indagine durante le ultime settimane dell'anno scolastico quindi durante la fase conclusiva e precisamente a partire dal 29 maggio, su 246 gli istituti coinvolgendo 73.286 studenti di quarta e quinta superiore. Si tratta in prevalenza dei pareri di ragazzi liceali, seguiti dai tecnici e dai professionali. Il risultato purtroppo non è roseo: il 72,1% degli studenti pensa infatti che la preparazione raggiunta attraverso le lezioni a distanza sia inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola in presenza. Oltre 4 studenti su 10, guardando al futuro prossimo, ritengono di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico alle porte. C'è anche chi, tra gli studenti dell'ultimo anno, teme addirittura per la mancata preparazione in vista dell'esame di maturità. 
A pesare molto sulla didattica online è stata la mancanza di strumenti adeguati, gli studenti non avevano pc o tablet da poter usare. Le difficoltà in famiglia si faceva sentire, anche perché restando tutti in casa, l'unico pc disponibile doveva essere condiviso tra didattica a distanza e smartworking. Oltre 9 intervistati su 10 dichiarano di non aver ricevuto alcun tipo di supporto da parte della scuola e quindi ha dovuto fare affidamento sulle sole risorse della famiglia.
PC E CONNESSIONIAd oggi, secondo le rilevazioni del portale skuola.net, circa un alunno su 5 non ha ancora un dispositivo personale con cui poter studiare e al Sud questa mancanza raggiunge quasi 2 studenti su 5. Il problema si moltiplica se in famiglia ci sono due o più ragazzi che devono studiare a distanza, magari nello stesso orario, e devono dividersi il computer. Non solo pc, il problema riguarda anche la connessione. Ed è un problema molto esteso. Secondo i dati Istat, in Italia una famiglia su 4 non dispone di un accesso internet a banda larga in grado di poter sostenere i flussi di dati necessari alla didattica on line. Che cosa accade allora se un ragazzo può seguire e uno no? Se in una zona geografica si può contare sulla didattica on line e in una no? Basti pensare che il fenomeno aumenta notevolmente al Sud dove quel 25% di mancata connessione diventa 30%: dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Molise fino alla Puglia. 
L.Loi.


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