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Il Denaro: Dario Antiseri: LA riforma sarà solo bipartisan

Scuola, la riforma sarà solo bipartisan Di nuova istruzione si parlerà nell'incontro di Società umanitaria del primo febbraio IL FATTO Si parlerà della scuola italiana del futuro alla tavol...

29/01/2002
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Il Denaro

Scuola, la riforma sarà solo bipartisan
Di nuova istruzione si parlerà nell'incontro di Società umanitaria del primo febbraio

IL FATTO
Si parlerà della scuola italiana del futuro alla tavola rotonda che si svolgerà venerdì primo febbraio al Circolo Artistico Politecnico. Introdotta da Massimo della Campa di Società Umanitaria, sono previsti interventi di Dario Antiseri, del direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco Demarco, del sociologo Gilberto Marselli e di Gustavo Raffi gran maestro del Grande Oriente d'Italia. Il Denaro anticipa l'appuntamento con un'intervista con Dario Antiseri, relatore all'incontro.
di Nadia Fiore
La riforma dei cicli voluta dall'ex ministro Luigi Berlinguer è stata bloccata. Una commissione di pedagoghi guidata da Giuseppe Bertagna ha preparato una bozza di riforma centrata sul rilancio della formazione professionale. Sono seguiti gli Stati generali dell'istruzione. Poi il disegno di legge che doveva essere la naturale finalizzazione di un lungo lavoro propedeutico si è arenato in un recente consiglio dei ministri nel corso del quale il responsabile del dicastero dell'Economia Giulio Tremonti ha chiesto di verificarne la copertura finanziaria.
Domanda. Professor Antiseri il convegno di Società umanitaria terrà conto di questa battuta d'arresto?
Risposta. Noaturalmente non so esattamente cosa sia stato detto al Consiglio dei ministri. In ogni caso, conosco abbastanza bene Giulio Tremonti, so che è persona competente e responsabile. Quattro anni fa partecipai a un convegno sulla scuola organizzato da lui a Macerata e ho avuto la percezione che la sua attenzione sui problemi della della scuola sia davvero massima. Egli condivide con me l'immagine di Popper seconso il quale le istituzioni sono come fortezze: resistono se sono forti le guarnigioni.
D. Perché s'incontrano tante difficoltà ad attuare la riforma della scuola?
R. La difficoltà è dovuta al fatto che il sistema scolastico è una realtà complessa. Quasta complessità fa sì che su di essa siano inevitabili interventi più o meno accorti, più o meno interessati e competenti, di politici, sindacati, associazioni professionali, insegnanti, genitori.
D. Proprio questa grande attenzione dovrebbe condurre a una soluzione condivisa, non crede?
R. In realtà non è così. Anche perché si sovrappongono interessi di schieramento a quelli generali dell'istruzione. Personalmente ho trovato e trovo insensata la posizione di chi afferma che bisogna cambiare tutto quello che ha fatto la sinistra o, al constrario, di chi si batte per bloccare tutto quello che sta facendo la destra. Uno spirito sanamente riformatore cerca di potenziare le cose che funzionano e di correggere quelle che non funzionano. Insomma ci vuole un po' di spirito bipartisan.
D. Cosa pensa, riguardo al miglioramento dei profili tecnici da realizzare tramite rinnovati curricula della scuola superiore?
R. Fu Albert Einstein, nel '36, a far presente che se un giovane si impadronisce dei principi generali, per esempio della fisica e della chimica, potrà essere in grado, nel corso della sua vita, di adattarsi con abbastanza facilità ai problemi sollevati dallo sviluppo tecnologico. In altri termini, nulla vi è di più pratico di una buona teoria. L'odierno dinamico mondo del lavoro, non ha bisogno di persone prematuramente specializzate, vale a dire di persone che sappiano fare un mestiere: ha bisogno piuttosto di persone che sappiano cambiare mestiere.
D. In che modo, quindi, si dovrebbe intervenire?
R. La formazione professionale dovrà essere altamente teorica per poter essere, davvero pratica. Dovrà essere in grado di formare, tramite una solida cultura umanistica, cittadini capaci di leggere i fenomeni sociali ed economici e di intervenire su di essi.
D. Cosa dell'indagine Ocse secondo la quale i giovani italiani sono tra gli ultimi posti, in cognizioni scientifiche e matematiche e in comprensione del testo, rispetto ai coetanei di Paesi stranieri?
R. Che si tratta di riqualificare gran parte della classe docente, il cui tempo e disponibilità sono stati tanto spesso divorati da un onnivoro e nefasto burocratismo.
D. Lei è assertore della proposta del buono-scuola. Vuole spiegarla?
R. Il buono-scuola, di cui dobbiamo una chiara formulazione a Milton Friedman, premio Nobel per l'economia nel 1976, è in grado di introdurre una logica di mercato nel sistema scolastico lasciando libera la famiuglia di decidere se educare i figli in un istituto statale o privato.
26-01-2002