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Il Cts: dai sei anni in su in classe con mascherina Banchi e trasporti i nodi

Ieri gli esperti del Comitato tecnico scientifico sono tornati a parlare delle nuove regole per l'anno scolastico alle porte

20/08/2020
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Il Messaggero

Si torna in classe con la mascherina sul volto, mentre per i banchi molte scuole dovranno aspettare ancora due mesi. Ieri gli esperti del Comitato tecnico scientifico sono tornati a parlare delle nuove regole per l'anno scolastico alle porte: è ormai certo l'obbligo di mascherina. Lo ha confermato ieri il coordinatore del comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo: «Agli studenti sopra i sei anni chiediamo di usare la mascherina. Ovviamente non a mensa, mentre si fa ginnastica o durante l'interrogazione, però l'indicazione è di utilizzarla».
IL QUADROLa ministra Azzolina, una settimana fa, aveva annunciato che con il metro di distanza la mascherina poteva essere tolta ma poi, probabilmente anche a causa dell'andamento dei contagi, è arrivata la decisione del Cts. Dovranno quindi arrivare nelle scuole 11 milioni di mascherine al giorno e 173mila litri di gel disinfettante a settimana. Gli esperti hanno anche ribadito la necessità di mantenere il distanziamento e di trovare gli spazi necessari il prima possibile. Le difficoltà delle scuole nel reperire spazi nasce anche dalla mancata manutenzione degli edifici negli anni passati: tante scuole, ad esempio, non hanno la possibilità di utilizzare la palestra perché inagibile. Su questo fronte va detto che sono in arrivo 70 milioni di euro per gli enti locali che potranno aiutare i singoli istituti.
ENORME LAVOROE' quindi impensabile ora sfruttare quello spazio per far lezione. «Va riconosciuto l'enorme lavoro svolto nelle scuole in termini di logistica infrastrutturale - hanno sottolineato gli esperti del Cts - nonostante le note problematiche di edilizia scolastica presenti in determinate realtà territoriali frutto di anni di scarsa attenzione al settore dell'istruzione».
Dal Cts dovrà arrivare anche un regolamento base, per individuare i casi sospetti nelle scuole e gestire la segnalazione ai medici. Un aspetto non da poco per rassicurare le famiglie sui metodi di intervento, su cui negli ultimi giorni sono dilagate fake news allarmistiche. La classe dello studente positivo sarà messa in quarantena, così come chiunque abbia avuto contatti con lui. La regola vale comunque per tutti, docenti compresi. Saranno i medici della Asl a valutare se saranno necessarie la quarantena o la chiusura temporanea della scuola. Non solo,
Le scuole sono in attesa dei banchi monoposto: ne sono stati richiesti 2 milioni e mezzo. A settembre arriveranno i primi arredi nelle scuole, poi ad inizio ottobre ne arriveranno altri e le consegne termineranno entro fine ottobre. Il criterio per l'assegnazione, illustrato ieri sera ai sindacati della scuola dal commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, si basa sul margine di rischio di contagio: resta quindi legato alla curva dei contagi a livello territoriale. Più è alto il rischio in classe e prima verranno forniti i banchi monoposto.
I DATIDai dati raccolti dal ministero dell'istruzione è emerso che il maggior numero d richieste di banchi e sedie, anche fino a 8 volte superiore ad altre regioni, arriva dalle scuole della Campania e della Sicilia. Si tratta di regioni in cui il Covid non ha avuto un impatto forte, rispetto ad altre regioni del Nord o ad esempio all'Emilia Romagna, ma che evidentemente necessitano di nuovi arredi scolastici. 
Basti pensare che sono state richieste 173 mila sedie, anche senza banchi. Complessivamente in Italia è stato mediamente richiesto il 29% di banchi monoposto rispetto al totale degli studenti: verranno forniti da 11 aziende, 7 italiane e 4 straniere provenienti dall'Ue. I tempi di consegna sono stati dettati ma non sarà semplice perché in Italia si producono 200 mila banchi l'anno e adesso le aziende dovranno farne 12 volte di più. Un altro aspetto cruciale sono i trasporti pubblici: lunedì parte un tavolo tecnico con il ministero dell'Istruzione, il Cts e i rappresentanti di Comuni e Regioni. 
Lorena Loiacono 


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