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«I primi banchi nuovi in aula già a settembre Niente mascherina con il distanziamento»

Azzolina: lezioni al via il 14, faremo 97 mila assunzioni

13/08/2020
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Corriere della sera

Monica Guerzoni

ROMA «La scuola il 14 riapre».

Come fa a esserne così sicura, ministra Lucia Azzolina? Il virus accelera.

«Nessuno di noi pensa che si possa tornare a un lockdown generalizzato. Siamo più preparati. E laddove si verificasse qualche caso locale, abbiamo considerato il rischio chiusura e preparato gli strumenti per affrontare la situazione».

Quali strumenti, visto il caos della primavera?

«Oltre alle linee guida sulla didattica digitale, abbiamo investito 180 milioni per comprare device e fatto un ulteriore bando per 236 milioni per comprare agli studenti meno abbienti libri, pc e zainetti. La situazione di oggi è molto diversa dallo scorso marzo e siamo l’unico Paese in Europa che sta lavorando sul distanziamento, per far rientrare tutti gli studenti in sicurezza a settembre».

Davvero vuole mandare gli studenti nei tendoni, come per i terremoti?

C’è ancora l’ipotesi delle barriere di plexiglas?

«Il plexiglas è sempre stata solo una idea nella testa di Salvini. Se avessi anche un solo euro per ogni sua menzogna potrei ricostruire da cima a fondo ogni scuola italiana».

È una menzogna che manchino le aule e i professori?

«Stiamo mettendo personale non solo a tempo determinato. Assumeremo a tempo indeterminato circa 97 mila persone tra docenti, dirigenti e personale Ata. Abbiamo messo tantissime risorse e con i soldi di agosto si può fare ancora di più».

Dopo tante ironie i banchi del commissario Arcuri sono stati affidati a 11 imprese, ma arriveranno a ottobre. Cominciamo bene...

«Arriveranno anche a settembre. E io penso che comprare 2,4 milioni di banchi sia un risultato enorme».

Non esagera, dopo le polemiche che ci sono state?

Le emergenze Presto un documento su che cosa va fatto se in classe c’è un caso o un sospetto positivo

«Si era parlato solo di asta deserta. Con onestà intellettuale bisogna riconoscere che l’investimento sui banchi resterà per decenni».

Per l’infettivologo Galli non servono banchi, ma medici per misurare la febbre e presìdi sanitari. Ci saranno?

«Io ascolto i dirigenti scolastici, che hanno fatto richiesta perché abbiamo i banchi di non so che epoca. E comunque, come è scritto nelle linee guida, ci saranno dipartimenti di prevenzione territoriale a cui i dirigenti faranno riferimento. Con l’Istituto superiore di sanità e la Salute pubblicheremo un documento su cosa si deve fare se in una classe c’è un caso, oppure un sospetto positivo».

I genitori ancora non sanno se i figli saranno in classe con la mascherina o no.

«Il Cts mi ha appena dato conferma che va indossata nelle situazioni di movimento. Ma se nelle aule si riesce a mantenere un metro di distanza, una volta seduto al banco lo studente può abbassare la mascherina».

Toccherà agli insegnanti vigilare e autorizzare?

«No, non attribuiamo responsabilità agli insegnanti. Le mascherine ci saranno sempre, le scuole ne avranno 11 milioni al giorno. Abbiamo messo su una macchina poderosa che permetterà al commissario Arcuri di erogare fino a 50 mila litri al giorno di gel igienizzante, altra cosa fondamentale. È un miracolo, nessun Paese europeo sta facendo quel che stiamo facendo noi».

Il viceministro De Cristofaro ha traslocato all’Università. È vero che lei non dialoga con i sindacati?

«Ci sono stati più di 40 confronti sindacali da febbraio a oggi. Il ministro però ha il dovere di parlare anche con gli studenti e con le famiglie. I concorsi vanno fatti, i numeri enormi delle iscrizioni confermano che negli anni scorsi se ne sono fatti pochi».

Insomma, lei si promuove a pieni voti. Il centrodestra invece la boccia per le gaffe e chiede le sue dimissioni. Mai pensato di dimettersi?

«No, perché sulla scuola stiamo facendo cose eccezionali. Chiede le dimissioni proprio il centrodestra, che ha fatto 8 miliardi di tagli alla scuola? Salvini nella sua mente dirige un ministero dell’Istruzione tutto suo, fatto di plexiglas, lezioni nei B&B o allo zoo. Per me parlano i fatti, dalle assunzioni ai banchi».

Davvero non teme che un flop della riapertura possa tirare giù il governo?

«Assolutamente no. Abbiamo fatto un lavoro importante, che è il lavoro di tutto il governo».