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I Coronauti, maestri di strada contro l’isolamento

E' la Resistenza educativa in movimento, Rem, progetto della comunità dei Maestri di strada

30/03/2020
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Il Sole 24 Ore

E' la Resistenza educativa in movimento, Rem, progetto della comunità dei Maestri di strada con il quale a Napoli si stanno costruendo iniziative per combattere l'isolamento e lo scoraggiamento attraverso un contagio sociale ed educativo, fatto di proposte, iniziative, arte, solidarietà. Sono 45 operatori, educatori, psicologi, esperti, genitori sociali, staff organizzativo, 250 giovani e loro famiglie, 50 docenti, 20 scuole e 600 ore di attività a
distanza già attive nelle due ultime settimane, che, per l'occasione si sono dati un nuovo nome: I Coronauti. Così su diversi canali social (SoundCloud per i podcast, Facebook,
Instagram, YouTube, il blog, la webradio), portano avanti iniziative nei giorni dell'isolamento per evitare il contagio da coronavirus.


I Coronauti hanno dato il via anche a una serie di video-sfide, attraverso la lettura, il racconto e la registrazione di storie della tradizione, che passano per la voce degli adolescenti per giungere ai bambini. Sostenuti dai finanziatori, Comune di Napoli, Regione
Campania, Fondazione San Zeno, Fondazione Con il Sud, Impresa Sociale Con i Bambini, Fondazione Prosolidar, Otto per mille della Tavola Valdese, e dai partner di progetto nella scelta di andare avanti, sono stati attivati incontri virtuali di coordinamento tra gli operatori per lo sviluppo delle attività on line.


Il lavoro dei maestri di strada trova un limite nella possibilità di collaborazione con la scuola, che pur avendo aperto alla didattica a distanza non ha ancora risolto più di un problema.
Ecco perché sono state organizzate riunioni in video-chiamata con i gruppi di insegnanti per raccogliere le loro difficoltà, sostenerli nell'analisi delle criticità e nel reperimento di risorse, co-progettare interventi efficaci.


«Gli allievi che già avevano difficoltà di presenza e di partecipazione, sono diventati irraggiungibili, visto che il servizio di tutoring individuale e di gruppo dei maestri di strada e di altri operatori sociali è un servizio di prossimità oltre che psichica anche fisica è necessario pensare una soluzione - spiega Cesare Moreno, presidente dell'associazione - Per questo motivo abbiamo ritenuto di dover fornire ad alcune decine di allievi i mezzi tecnologici per tenersi in contatto e stiamo studiando con la questura di Napoli un protocollo per poter consegnare senza pericolo, per noi e per i destinatari, un “pacco viveri per la mente” e contiamo a breve di poter essere operativi».