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Giannini: quiz in inglese al concorso? “Non pregiudicheranno il punteggio”

Il ministro: le prove in inglese «non necessariamente» a risposta aperta. «Con il piano straordinario e il concorso assunti 90nmila insegnanti. Nelle Gae 45mila precari»

11/02/2016
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Corriere della sera

Novantamila insegnanti assunti: sommando concorso e piano straordinario di assunzioni, tanti saranno i prof che «andranno a coprire tutti i posti vacanti». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, nel corso di un’audizione in Commissione al Senato, in cui ha presentato il piano assunzionale messo a punto nella legge 107/2015 e realizzato in 4 fasi tra l’estate e l’autunno 2015. «I bandi di concorso che stiamo per licenziare prevedono l’assunzione di 63.712 docenti per la scuola dell’infanzia per la primaria e secondaria di primo e secondo grado e per la scuola di sostegno», ha spiegato il ministro. E ha aggiunto: «Questo numero è stato determinato secondo alcuni criteri, tra cui l’effettiva necessità di insegnanti nei vari territori anche per quel che riguarda i posti per i docenti di sostegno». In totale, il piano straordinario (che con le fasi «0», «A», «B» e «C» ha portato all’assunzione di 30.117 docenti) e la procedura concorsuale porteranno a «oltre 90mila assunzioni». I docenti precari erano 134.393; i docenti ancora inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento sono 44.892.

Il concorso

Un risultato importante «su cui il governo si era impegnato», ha sottolineato il ministro nel corso dell’audizione in settima commissione sull’attuazione della legge 107. Ha poi precisato le caratteristiche del prossimo concorso a cattedra, riservato ai docenti abilitati: «Una lezione e una prova scritta con 8 quesiti, che richiederanno competenze di carattere didattico più che contenutistico. Quaranta saranno i punti per le prove orali e 20 per lo scritto. Il candidato- conclude Giannini- supererà la prova con un punteggio uguale o superiore ai 28 punti

Quesiti in inglese

Sulla questione delle prove in inglese, che hanno suscitato polemiche e proteste da più parti, Giannini ha confermato che rimarrà la valutazione della competenza linguistica «tenendo conto anche della differente formazione delle diverse tipologie di candidati». I quesiti in lingua però («non necessariamente a risposta aperta», ha detto Giannini) non saranno «dirimenti per ottenere il minimo del punteggio necessario per superare il concorso».

Le osservazioni

Il ministro ha ricordato che elemento prodromico all’emanazione dei bandi del concorso (saranno tre: infanzia e primaria, secondaria di primo e secondo grado, sostegno) è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento sulle classi di concorso. Ha sottolineato pure che la determinazione dei posti da bandire tiene conto del fabbisogno espresso dalle scuole nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa e che, per la prima volta, sono previsti posti ad hoc per il sostegno («saranno previste prove concorsuali distinte»). «Dal Cspi (Consiglio superiore della pubblica istruzione) sono arrivate una ventina di osservazioni. Quasi tutte sono state accolte. Il Consiglio ha segnalato, tra l’altro, l’opportunità di insistere, nelle prove, più che sull’aspetto nozionistico sulle competenze relazionali, metodologiche e didattiche. Aspetti questi che nella stesura dei decreti verranno acquisiti. Il Cspi ha suggerito di riconoscere titoli al servizio e anche questo criterio sarà acquisito. Ha poi presentato una proposta specifica sulla competenza nella lingua straniera (ridurre da 2 a 1 i quesiti ndr). Su questo punto c’è sensibilità da parte nostra. Una proposta concreta arriverà tra pochissimi giorni» ha assicurato il ministro anticipandone i contorni.