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Gazzettino - Scuola per insegnanti, si chiude

Un disegno di legge minaccia l'esistenza dell'istituzione creata nel 1999 dall'Università Ca' Foscari Scuola per insegnanti, si chiude Lettera aperta al ministro Moratti: "Una laurea specialistica...

29/01/2002
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Il Gazzettino

Un disegno di legge minaccia l'esistenza dell'istituzione creata nel 1999 dall'Università Ca' Foscari
Scuola per insegnanti, si chiude Lettera aperta al ministro Moratti: "Una laurea specialistica contraddice tutta la normativa esistente"
Quando un'attività funziona, meglio chiuderla. Può darsi. Certo è che il cielo sopra la Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) nata nel 1999 per una positiva intuizione dell'Università veneziana di Ca' Foscari si fa sempre più nuvoloso. Già, il ministero per la Pubblica istruzione, nell'ambito del nuovo disegno di legge di riforma della scuola e annessa legge delega in materia, avrebbe praticamente stabilito la "fine" di questa attività che nel corso degli anni ha dato l'opportunità a molti studenti (oltre 2000 iscritti nell'anno accademico 2001/02) di frequentare corsi di formazione e di aggiornamento professionale per poter diventare a loro volta insegnanti e docenti nelle scuole superiori. La Ssis in pochi anni di attività si è via via trasformata in un corso di alta cultura e di sempre maggiore specializzazione permettendo l'aggiornamento costante dei potenziali insegnanti.
Così, all'indomani delle anteprime sui progetti del ministro Letizia Moratti, il docente Umberto Margiotta per il Comitato di proposta della Ssis del Veneto, ha inviato una "lettera aperta" al ministro sottolineando la peculiarità della Ssis Veneto contestando l'illegittimità delle misure che porterebbero alla chiusura della Scuola e paventando altresì un ricorso al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale contro le decisioni del ministero. "La soluzione della laurea specialistica nell'insegnamento - scrive Margiotta al ministro Moratti - da lei promossa è innanzitutto una soluzione antigiuridica e va accuratamente evitata in un testo di legge che, per essere applicato, dovrebbe contraddire tutta la normativa universitaria recentemente adottata. Quanto meno contraddice il decreto 509 che ha dato luogo all'attivazione dei corsi di laurea triennali e di quelli specialistici che lo stesso ministero ha consentito procedesse. Possono essere apportati miglioramenti e correzioni, ma non si può sconfessare l'impianto organico complessivo nei quale si inserisce anche la Ssis".

Nella "lettera aperta" inviata al ministro Moratti, Margiotta indica anche altri aspetti della delicata situazione legata al futuro della Scuola di specializzazione. "La proposta di lauree specialistiche per l'insegnamento - aggiunge il docente veneziano - ad un attento esame rivela poi di possedere, già in radice, difetti peggiori e di attivare danni ancor più gravi di quelli che si vogliono artatamente attribuire alla Ssis. A nostro avviso la formazione professionale abbisogna di un ambiente unitario e governato e dove le conoscenze scientifiche, le didattiche disciplinari, le competenze psicopedagogiche e il tirocinio professionale siano materia di esercizio, di prova e di apprendimento per l'allievo".

Tra l'altro Margiotta sottolinea come, al di là della Ssis, non si possano ipotizzare soluzioni senza prima aver fatto i conti con la revisione dei criteri di accesso alle abilitazioni all'insegnamento in coerenza con la riforma dei corsi di laurea triennali e specialistici. Inoltre nella "lettera aperta" al ministro Moratti, Margiotta affronta anche il nodo dei crediti formativi e disciplinari per la professionalizzazione del futuri insegnanti, ma anche quello di un ingresso più rapido dei giovani docenti nel mondo della scuola. "Oggi l'esistenza della Ssis e il carattere dell'esame di abilitazione finale come prova concorsuale per l'accesso alle graduatorie permanenti consente di procedere con rapidità alla razionalizzazione dei criteri e dei percorsi per i futuri insegnanti con effetti benefici per la mobilità e la regolamentazione delle spese dell'istruzione. Perchè eliminare qualcosa di promettente e di positivo? Per questo chiediamo a lei ministro di approfondire l'istruttoria necessaria per ben impostare la formazione degli insegnanti e di stralciare l'argomento dal disegno di legge o di legge delega sulla scuola".

Paolo Navarro Dina